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Quirinale, Rino Formica: “Draghi temo sia inadatto. Berlusconi, non lo vogliono né Salvini né Meloni”

by Romano Franco

La corsa al Quirinale entra nel vivo e Rino Formica, ex ministro del governo Craxi nonché perno del socialismo baresano, rompe gli indugi e dice la sua sull’elezione del futuro Capo dello Stato.

Ma come finirà secondo l’ex ministro delle Finanze?

“E’ difficile dirlo – dice Formica – non ho mai visto una situazione più terremotata di adesso. Forse nel 1992 c’era un clima simile”.

“Il Parlamento è incontrollabile. Un terzo sa che è in soprannumero, vista la riduzione dei seggi. Un terzo è consapevole che non sarà ricandidato. E un terzo è espressione di capi che non contano più nulla. Potremmo trovarci così dinanzi a mille volontà diverse”, spiega l’ex ministro socialista.

Su Berlusconi, evidenzia Formica, “non lo vogliono né Salvini né Meloni. Si accontenterebbe di avere trecento voti, sarebbe già una bella soddisfazione e poi tornerebbe ad occuparsi delle sue ville”.

E Draghi “temo sia inadatto”, prosegue l’ex dirigente del Psi che aggiunge: “In lui prevale la cultura del banchiere. I banchieri non hanno una visione di lungo periodo, sono attenti alla convenienza di quel che il mondo offre in quel momento. Di Draghi non sappiamo nemmeno per chi vota. Il modo con cui tutela il suo segreto è allo stesso tempo una dimostrazione di debolezza e di potenza”.

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