Home In evidenza Prete ucciso in un incendio doloso in provincia di Catania

Prete ucciso in un incendio doloso in provincia di Catania

by Rosario Sorace

Un martire della carità, Fra Leonardo Grasso è stato ucciso nelle sua comunità di tossicodipendenti. Era il responsabile della Tenda di San Camillo a Riposto in provincia di di Catania, aveva 78 anni, ed è stato ucciso da un incendio appiccato dolosamente che ha devastato l’intera struttura da lui creata 25 anni fa per assistere tossicodipendenti e malati di Aids.

Era un “camilliano” e aveva dedicato la sua vita al servizio degli ammalati fondando questa comunità. Oggi, tutti i sacerdoti che svolgevano quest’opera al fianco di Fra Leonardo Grasso ricordano il prete per le sue virtù cristiane e vivono la sua fine con dolore e costernazione.

Aveva sposato la vocazione in età adulta ed aveva identificato il suo ruolo con quello di San Camillo, che si dedicò agli ammalati e ai diseredati. Fra Leonardo è stato trovato morto nella struttura, completamente data alle fiamme, che lui stesso aveva fondato “La tenda di San Camillo” a Guardia Mangano, piccola frazione  che si trova tra i comuni di Acireale, Giarre e Riposto, nel Catanese.

Fra Leonardo assisteva questi malati come se fossero dei figli: «Sottoponendosi con trasporto e passione a una missione in cui vi sono tanti momenti difficili»  ha ricordato con commozione il Vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti giunto sul luogo del delitto.

Qualche giorno prima della tragedia pochi Fra Leonardo si era incontrato con padre Salvo Pontillo, 36 anni che invece coordina la mensa dei poveri nella Casa del Sollievo San Camillo di Acireale e che ricorda con emozione questo ultimo incontro. «Avevo portato dei pasti davanti alla struttura oggi incendiata. Fra Leonardo era lì che mi aspettava con il suo solito sorriso e con quella forza di trasmettere i suoi insegnamenti a noi sacerdoti più giovani».

Fra Leonardo stava già pensando ad organizzare un Natale che alleviasse la tristezza degli ospiti ammalati: “Era molto preoccupato per il Covid, sia da un punto di vista sanitario, ma soprattutto per la solitudine dei suoi malati”, aggiunge Padre Salvo che ricorda Fra Leonardo nella sua dimensione di grande spiritualità che assorbiva in modo assoluto la sua vita: «Trasformava con le sue parole tutto ciò che era drammatico, ai malati si dedicava con cura di madre, sposando a pieno il quarto voto di rischiare la vita per amore di chi stava aiutando».

L’incendio che è divampato nella notte nella struttura di Fra Leonardo è quasi sicuramente di origine dolosa e gli inquirenti con i carabinieri della Compagnia di Giarre stanno tentando di capire la dinamica dei fatti. Un ospite della struttura si trova in stato di fermo.

A pochi chilometri dalla Tenda di San Camillo si trova la piccola chiesetta di Santa Maria di Porto Salvo, dove un altro parroco Don Sebastiano Leotta, 43 anni, ricorda la sua opera di carità: «Era anche un infermiere. La tenda di San Camillo era una delle tante strutture dove lui insieme agli altri padri camilliani operano. C’era un rapporto cordiale e in estate lo vedevo qui spesso durante la messa domenicale del pomeriggio», aggiunge Don Sebastiano.

Anche Giuseppe Messina che nel Catanese gestisce la casa famiglia della Divina Provvidenza lo aveva incontrato recentemente e lo ricorda anche lui con immenso affetto: «Mi chiedeva perché non vado mai in pensione. Per me era un maestro».

Potrebbe interessarti

Lascia un commento