Home In evidenza Piano pandemico inadatto, Speranza sapeva e si è fidato delle persone sbagliate

Piano pandemico inadatto, Speranza sapeva e si è fidato delle persone sbagliate

by Romano Franco

Oramai è una bufera la vicenda legata al tanto discusso piano pandemico. Le nuove dichiarazioni scottanti arrivano in diretta a ‘Un giorno speciale’ dal conduttore di Report Sigfrido Ranucci che parla di prove schiaccianti contro Roberto Speranza.

“Questa sera – annuncia – mostreremo anche l’ultimo capitolo della vicenda OMS. In una mail inedita di Guerra scritta al Ministro Speranza c’è la prova inconfutabile che il Ministro sapeva, contrariamente a quanto ha sempre detto fino a oggi”.

Nella mail Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha discusso delle del report dell’OMS, informazioni di cui evidentemente Speranza era al corrente.

Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci dice: “La Lombardia se fosse considerata uno Stato sarebbe quello con più morti e più contagiati al mondo in percentuale alla popolazione. Io sono rimasto colpito dalla disorganizzazione che hanno mostrato in questi mesi nell’affrontare il virus. C’è un perché si contano ancora tanti morti in Lombardia e questa sera cercheremo di spiegarlo”.

“Chi sono i responsabili principali? Il Ministro Speranza secondo noi ha solo una responsabilità, quella all’inizio di essersi fidato delle persone sbagliate. Ha scelto la strada di chi lo adulava, di chi cercava di far passare l’idea che l’Italia avesse avuto un’ottima reazione al virus e gliela faceva passare perché era tra i responsabili del mancato adeguamento del piano pandemico. Ranieri Guerra è stato il direttore generale dal 2014 al 2017 ed era uno di quelli che avrebbe dovuto aggiornarlo negli anni. Su questo c’è un’indagine che identificherà i responsabili”. “Il sostituto procuratore – conclude Ranucci – ha detto delle cose tremende: che quando è andato a parlare col Ministero ha trovato reticenza, scarico di responsabilità. L’OMS ha chiesto al Ministero degli esteri di controllare l’operato della magistratura. Una cosa gravissima”.

Ma l’email del 14 maggio 2020 con cui l’ex direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, informò il ministro della Salute Roberto Speranza e altri interlocutori della pubblicazione del dossier dice:

“Buongiorno ministro e buongiorno Silvio – riferito a Brusaferro – e con molto dispiacere personale che confermo la pubblicazione del rapporto qui di seguito: il rapporto è stato elaborato dall’ufficio di Venezia senza l’autorizzazione degli uffici centrali di Ginevra, che era stata negata venerdì e ribadita lunedì dopo un mio intervento piuttosto pesante. Avevo prescritto una rilettura seria e completa anche per le numerose imprecisioni o per alcuni franchi errori contenuti nel testo che mi era stato – tra l’altro – trasmesso dagli uffici di Ginevra, non da Venezia, palesandosi così già interamente un’alterazione dei bilanciamenti della già difficile governance interna. Avevo imposto la discussione preliminare con te Silvio, Franco Locatelli, Andrea Urbani e Ruocco perlomeno al fine di evitare di accendere inutili e dannose polemiche su un testo che inevitabilmente si presta a diverse letture. Il momento è delicato, ho sostenuto, e con la probabile approvazione del decreto di rilancio, si sarebbe potuto utilizzare il rapporto come camera di ulteriore amplificazione degli straordinari provvedimenti di governo. Purtroppo, mi è stata negata ogni possibilità di intervento, invocando da parte degli autori, la libertà, l’autonomia e l’indipendenza degli stessi, senza valutare i danni collaterali e l’inevitabile crollo della reciproca fiducia su cui questi due mesi e oltre di lavoro assieme si sono fondati. Come già commentato telefonicamente con Silvio, ritengo suicida una posizione di questo genere alla luce della richiesta che Kluge porrà per il rinnovo del mandato del centro di Venezia o addirittura per l’ipotesi di apertura di un vero ufficio OMS in Italia. Non so che dire, al di là della mia personale dissociazione dal rapporto, che però farà danni ugualmente, e della convinta acquisita dissociazione di altri colleghi di Copenaghen che ho investito della problematica ma che non sono riusciti a fermare la pubblicazione. La storia é complessa e gli scambi di mail e interlocuzioni intensi, a documentare una spiacevole ed evitabilissima situazione. Sono stato Brutale con gli scemi del documento di Venezia. Ho mandato scuse profuse al ministro. Alla fine sono andato su Tedros e fatto ritirare il documento”, scrive Ranieri Guerra al ministro Speranza e al suo consulente Silvio Brusaferro.

La corrispondenza non lascia dubbi e sembra confermare che il ministro fosse al corrente della vicenda. Secondo la procura di Bergamo che indaga sulla vicenda, ad “adoperarsi personalmente” per la sua sparizione fu proprio l’ex direttore aggiunto dell’Oms, indagato per false testimonianze ai pm.

Il rapporto analizzava la gestione italiana della pandemia durante la prima ondata, parlando di una reazione “caotica” e “improvvisata” della nostra sanità e denunciando il mancato aggiornamento del Piano pandemico antinfluenzale dal 2006. In realtà questo è solo uno degli elementi dell’inchiesta della procura bergamasca che riguarda anche il mancato aggiornamento del Piano e l’ospedale di Alzano. Oltre a Guerra sono infatti indagati, per altri reati, anche alcuni ex dirigenti della sanità in Lombardia.

Però, in difesa di Speranza ci sono anche fonti della procura di Bergamo, secondo cui non ci sono elementi per ritenere che Speranza intervenne per la rimozione dal sito web dell’Oms del report. Dagli atti d’inchiesta, riferisce l’Ansa citando fonti giudiziarie, si evince solo che il ministro sapeva ed era irritato per la pubblicazione dello studio.

Visti i fatti, dal punto di vista penale, è difficile sentenziare il ministro Speranza, l’impreparazione non è mai stato un reato; ma, dal punto di vista politico, ha peccato di incompetenza e, purtroppo per lui, c’è solo una cosa da fare in questi casi: dimettersi!

 

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