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Nuovo record della spesa militare, un evidente sintomo della stupidità umana

by Romano Franco

Il tema delle armi è incandescente in questo periodo e la guerra in Ucraina ha risvegliato vecchie bramosie nei nostri leader alquanto pericolose.

Con il mondo che brucia e la razza umana che lotta per non estinguersi il riarmo, così come la guerra, rappresenta la cosa più stupida e superficiale a cui l’essere umano possa pensare.

Ma nonostante le sfide che ci vengono imposte da madre natura, i governi mondiali sono alle prese con una corsa agli armamenti che manda Terra, pacifisti e ambientalisti in ebollizione.

Il nuovo record raggiunto dall’uomo dovrebbe destare vergogna con tutti i problemi à la carte che abbiamo, ma, al posto di condannare questo schifoso primato, noi esseri umani siamo già pronti ad infrangerlo.

Per il settimo anno consecutivo, nel corso del 2021, le spese militari hanno registrato un aumento.

L’ammontare della cifra utilizzata dalle nazioni per la difesa è di 2.100 miliardi di dollari, capitale finanziario che potrebbe farci risolvere in pochissimo tempo l’emergenza climatica.

Ma nonostante ciò, alcuni Paesi, come il nostro, stanno già pensando ad aumentare ulteriormente questa spesa folle.

La crisi economica mondiale provocata dalla pandemia e la crisi delle materie prime scaturita dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni, insieme a tutti gli altri milioni di problemi dell’essere umano, dovrebbero farci muovere cauti su questo tema.

Ma siccome la stupidità dell’essere umano proprio come l’universo è infinita, nelle leadership mondiali c’è già chi pensa di aumentare ulteriormente questa spesa idiota atta allo sterminio della specie.

L’incremento delle spese militari a livello globale è stato pari allo 0,7%. Raggiungendo appunto la cifra più elevata di sempre. Cifra che già dall’anno prossimo verrà superata.

I maggiori aumenti nel mondo riguardano chi la guerra la sta già facendo: Russia e Ucraina.

Mosca infatti ha incrementato la spesa del 2,9%, per il terzo anno consecutivo, arrivando a 65,9 miliardi di dollari. La cifra è pari al 4,1% del Pil russo, il che rappresenta un livello ben più elevato rispetto alla media mondiale.

Al contempo, i dati relativi all’Ucraina confermano l’escalation che si è prodotto negli ultimi anni nell’area: i governi che si sono succeduti a Kiev, a partire dal 2014 hanno aumentato le spese militari del 72%. E nonostante un calo dell’8% registrato nel 2021, il totale resta comunque pari al 3,2% del Pil.

Altri aumenti sono stati già registrati anche nei Paesi membri della Nato. Solo otto di loro hanno superato la quota del 2% del Pil: politica sollecitata a più riprese proprio dall’Alleanza atlantica e alla quale molte nazioni hanno promesso di allinearsi all’indomani dello scoppio del conflitto in Ucraina.

Questa folle spesa è guidata soprattutto da chi la guerra la vive come un gioco: gli Usa.

Lo Zio Sam infatti nel 2021 ha speso 801 miliardi di dollari, tanto da rendere ipocrita e stucchevole la campagna del presidente americano Biden contro le armi.

Anche la Cina ha aumentato la sua spesa che ammonta ad un totale di 293 miliardi, in aumento del 4,7%. Il Giappone, ad esempio, ha raggiunto i 7 miliardi di dollari, con un aumento del 7,2% (il più alto mai registrato dal 1972).

Anche l’Australia ha speso ben di più nel 2021 rispetto all’anno precedente: l’aumento è stato del 4%, a 31,8 miliardi di dollari. Mentre l’India ha toccato i 76,6 miliardi: si tratta della terza nazione al mondo in termini di spese militari.

Al quarto posto c’è invece uno Stato europeo: il Regno Unito, con 68,4 miliardi, in aumento del 3%. Londra ha così scavalcato l’Arabia Saudita, che con “soli” 55,6 miliardi è scesa al quinto posto.

Ma, dall’altro giorno, l’aumento annunciato della Germania, che avverrà nel prossimo anno, la vedrebbe proiettata al terzo posto della classifica mondiale.

«Se la spesa negli armamenti potrebbe veramente darci sicurezza non l’avremmo già raggiunta? Le capacità militari sempre maggiori e le politiche e i discorsi militaristi ci hanno portato solo a più devastazione umana ed ecologica», ha commentato la Campagna internazionale contro le spese militari (Gcoms).

In questo momento in cui è necessario un forte cambiamento i governi dovrebbero al contrario «ridurre le loro spese militari e impiegare i soldi per la sicurezza comune e umana, investendo nei veri bisogni delle persone e del Pianeta per costruire una pace giusta e sostenibile».

Le armi inquinano, infatti, i test sulle armi termonucleari condotti negli anni ’50 e ’60 raddoppiarono la quantità di carbonio-14 nell’atmosfera quando i neutroni rilasciati dalle bombe reagirono con l’azoto nell’aria. I livelli di questo “carbonio da bomba” raggiunsero il picco a metà degli anni ’60.

Ma ai leader mondiali poco importa, loro, in molti casi vengono finanziati dalle industrie belliche e non ascoltano o fanno finta di non sentire, pur di avere qualche sponsor in più per le loro campagne elettorali, quindi, poco importa se il mondo brucia e qualche folle ci porta verso l’estinzione della razza.

Keep Calm: siamo esseri umani e, di conseguenza, come diceva il grande Einstein abbiamo una stupidità talmente vasta da rendere piccolo l’universo. Facciamocene una ragione.

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