Home In evidenza Morti sul lavoro in aumento. Cresce il numero di donne e giovani

Morti sul lavoro in aumento. Cresce il numero di donne e giovani

by Romano Franco

Le morti bianche in Italia rappresentano una piaga che non tende a fermarsi. Muoiono nei campi, nei cantieri e nelle fabbriche: si continua a morire di lavoro.

La media è spaventosa e ci mette davanti ad una realtà molto evidente. Il lavoro in Italia è inflazionato da trent’anni a questa parte e l’aumento delle denunce di infortunio di oltre il 50% rispetto ai primi tre mesi del 2021 la dice lunga sulle condizioni lavorative dei lavoratori italiani. I dati Inail aggiornati al primo trimestre 2022 raccontano di un trend in forte aumento.

Le tragedie sul lavoro non si placano nemmeno nella Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro. Un operaio 39enne è morto alla Farnesina, a Roma, precipitando durante i lavori di manutenzione dell’ascensore e un 50enne è morto nel polo logistico di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.

Le comunicazioni di incidenti di qualsiasi gravità arrivate all’istituto tra gennaio e marzo sono state 194.106 contro le 128.671 del primo trimestre del 2021 (+50,9%) e le 130.905 di gennaio-marzo 2020 segnato però dal lockdown. Quelli con esito mortale sono stati 189, quattro in più (+2,2%) rispetto alle 185 registrate nel primo trimestre del 2021 e 23 in più rispetto alle 166 dello stesso periodo 2020.

Un altro dato inquietante ci mostra come siano cresciute le morti di lavoratrici, madri italiane, passate da 14 a 24, mentre le denunce di incidenti mortali che hanno per vittime uomini sono scese da 171 a 165.

In aumento i decessi tra gli under-40 (da 34 a 49 casi). Aumentano invece per tutti i casi di infortuni. Trasporti e magazzinaggio (+166,9%), Sanità e assistenza sociale (+110,4%) e Amministrazione pubblica (+73,8) sono i settori che hanno registrato il maggiore incremento di incidenti.

Le statistiche sono preoccupanti e l’aumento delle morti allarmano non poco. “Vogliamo con forza denunciare la necessità di intervenire per azzerare i morti sul lavoro”, dice il numero uno della Cgil, Maurizio Landini.

“Bisogna far diventare la salute e la sicurezza una questione nazionale e culturale, bisogna condizionare gli aiuti alle aziende al rispetto della legge sulla sicurezza”, propone il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

Anche il Papa, da sempre legato alla sicurezza nel mondo del lavoro, è intervenuto con un tweet: “Lavorare in sicurezza permette a tutti di esprimere il meglio di sé guadagnando il pane quotidiano”. Un’emergenza da affrontare, secondo l’Inail, investendo nella prevenzione. “L’Inail – ha detto il presidente Franco Bettoni – cercherà di migliorare il proprio impegno, mettendo 2,7 miliardi, prevedendo agevolazioni per chi fa prevenzione e investendo in attività di ricerca per favorire politiche di prevenzione”.

Mentre l’ex ministro del Lavoro e membro del Cda di Inail, Cesare Damiano, ha sottolineato che “il costo degli infortuni incide, a livello nazionale, del 3% sul prodotto interno lordo (circa 45 miliardi di euro ogni anno), se soltanto una parte di questa somma fosse spesa per prevenire gli infortuni avremmo imboccato la strada giusta”.

“Abbiamo potenziato l’Ispettorato del lavoro. Le prime 300 nuove unità hanno preso servizio il primo aprile, seguiranno altri 900 ispettori e 131 funzionari nelle prossime settimane e a breve il concorso per altri 1.249 dipendenti che sarà indetto entro il mese di maggio”, spiega il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

“Un dovere inderogabile garantire la sicurezza sul lavoro. La morte di un ragazzo, con il dolore lancinante che l’accompagna, ci interroga affinché non si debbano più piangere morti assurde sul lavoro” dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo intervento all’Istituto Salesiano “G. Bearzi” di Udine, ricordando il 18enne morto in fabbrica a Lauzacco, durante uno stage.

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