Home In evidenza Meloni si inchina a Stoltenberg e conferma l’impegno senza indugio a favore dell’alleanza

Meloni si inchina a Stoltenberg e conferma l’impegno senza indugio a favore dell’alleanza

by Romano Franco

La premier Meloni incontra il segretario Generale della Nato a Palazzo Chigi per ribadire il suo forte sostegno nei confronti dell’Alleanza.

“Confermo l’impegno dell’Italia nei confronti della Nato e delle sfide comuni che l’Alleanza si trova ad affrontare in questo momento delicato”, dice Meloni.

“La dimensione transatlantica ed europea – prosegue – sono ovviamente entrambe fondamentali per la nostra sicurezza”.

“L’Italia è in prima linea nelle sfide della Nato”, dice in maniera baldanzosa la Meloni. Come se l’Italia avesse libero arbitrio all’interno del patto.

“L’alleanza è indispensabile per la sicurezza e la prosperità delle nostre nazioni, senza sicurezza non c’è e non ci può essere crescita per le nostre società e ovviamente – ha aggiunto – dobbiamo insieme difendere i comuni valori della nostra identità occidentale. Ed è quello che siamo impegnati a fare. In un contesto in cui la pace non è qualcosa che possiamo dare per scontato ma per cui dobbiamo lavorare ma che ci impone a difenderci efficacemente”.

La premier sottolinea: “Siamo una nazione seria e leale e lo abbiamo dimostrato e continueremo e dimostrarlo”. Sulla questione della sicurezza è “fondamentale il partenariato strategico Nato-Ue”.

“Con il segretario della Nato – dice la premier – abbiamo ragionato di come espandere la cooperazione tra queste due organizzazioni sul tema della difesa, considero prioritario rafforzare l’alleanza nel suo complesso con un suo pilastro europeo”.

Per la premier è “importante un approccio che tenga conto delle sfide che vengono anche dal fianco meridionale”.

Ma illudere i cittadini di essere i protagonisti di un’Alleanza in cui l’Italia viene comandata a bacchetta senza alcuna volontà è l’unica cosa che traspare dall’intervento goffo della Meloni.

La premier, dice che l’Italia dovrebbe difendere i comuni valori della nostra alleanza occidentale.

Ma purtroppo non è quello che pensano in Paesi come il Myanmar, dove c’è un premier insito del Nobel in catene e una popolazione in guerra civile, o in Yemen dove ci sono due Nazioni sanguinarie che dei diritti ne han fatto carta straccia, che ogni giorno si combattono sul territorio yemenita. Per non parlare dell’Apartheid contro i palestinesi.

Il mondo è pieno di ingiustizie purtroppo, cari amici della Nato. Come il massacro dei Curdi fatto dall’amico dittatore Erdogan.

Tuttavia però, per i Paesi occidentali la gran cazzata dei “diritti” vale solo quando ci sono grandi interessi di mezzo, come la ricchissima regione del Donbass.

E alla genuflessione della Meloni e al suo via libera alla carneficina che si sta consumando in Ucraina, il Generale della Nato ringrazia e risponde.

“Grazie per il suo forte sostegno e l’impegno rispetto all’Alleanza atlantica”, ha detto Stoltenberg.

“L’Italia è uno dei Paesi fondatori della nostra Alleanza e ha un ruolo fondamentale. L’Italia può sempre contare sulla Nato e la Nato può sempre contare sull’Italia”, dice il Segretario. Come se in qualche modo ci fosse permesso solo per un momento di discostarci dai diktat di Washington.

Stoltenberg si è anche congratulato con Meloni per la sua nomina a premier e ha auspicato “di poter lavorare a stretto contatto”.

Sulla situazione in Ucraina il segretario dell’Alleanza ha evidenziato: “L’Italia è fianco a fianco con gli alleati per la pace in Europa e per sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario. Accolgo con gran favore il contributo importante dell’Italia per la difesa Ucraina, con centinaia di milioni di euro di aiuti finanziari e umanitari”.

La “sicurezza europea” viene messa in pericolo dalla “guerra brutale lanciata da Putin” e dall’aggressione contro Kiev, ha aggiunto sottolineando che le forze ucraine “sono riuscite a respingere le forze russe e a riconquistare territori” grazie al “coraggio dei soldati ucraini” e “il sostegno senza precedenti da parte della Nato, inclusa l’Italia, sta facendo la differenza sul campo di battaglia ed è vitale per i progressi” di Kiev.

Adesso, “abbiamo preso nota dell’annuncio russo del ritiro da Kherson, dobbiamo vedere come si svilupperà la situazione nei prossimi giorni”. Questo dimostra che la Russia “è sotto una fortissima pressione e se lasceranno Kherson sarà altra vittoria per l’Ucraina”.

Che si debba essere dalla parte dell’Alleanza occidentale e dalla parte degli aggrediti non vi è ombra di dubbio. Ma da quando è iniziata la guerra, nonostante le armi, di cittadini ucraini ne sono stati salvati ben pochi.

Ma il segretario Generale della Nato racconta del nemico brutto e cattivo che ci minaccia alle porte d’Europa, come se la Russia si fosse in qualche modo mai permessa di minacciare la Nato, e inoltre dice falsamente che l’Ucraina sta riuscendo a riconquistare territori che in qualche modo aveva già perso dopo l’invasione del 24 febbraio.

La verità è che Stoltenberg è venuto a Roma per avere conferma della posizione oltranzista dell’Italia, identica a quella del governo Draghi, e per propagandare la Nato, per battere cassa per le lobby delle armi e sull’invio di aiuti militari in Ucraina, che da quando è iniziato il conflitto ha subito sempre più perdite in termini di: territori, civili e città distrutte; a differenza della Russia che ha subito solo danni militari e quelli delle sanzioni che si sono in maniera evidente ritorte contro di noi.

Ma ai comandi della Nato la nostra premier tutta d’un pezzo dice obbedisco e il messaggio di Pace degli italiani inviato a Roma sabato scorso viene ignorato ancora una volta nell’imbarazzo generale.

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