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L’ultimatum dei sindacati fa tremare il governo

by Redazione

Landini, segretario generale della Cgil, lancia l’ultimatum e spiega: “Non è una minaccia, ma se venerdì si arriva a una soluzione bene, altrimenti se l’idea è che da febbraio si ricomincia a licenziare noi siamo pronti a valutare tutte le iniziative necessarie, fino allo sciopero generale”.

Intanto, domani è previsto un nuovo incontro alle 17 tra sindacati e governo in cui si discuterà del blocco dei licenziamenti. Il leader della Cgil sottolinea la volontà di arrivare ad una soluzione e dare risposte al Paese. “Il governo – spiega il leader sindacale all’indomani dell’incontro con l’esecutivo – ha chiesto una sospensione del negoziato e ci ha riconvocato venerdì pomeriggio, perché vuole tra oggi e domani fare una sua consultazione con le associazioni imprenditoriali del nostro Paese”.

“La nostra proposta – aggiunge Landini – è che alle 12 settimane di cassa integrazione che l’esecutivo ha proposto al termine di quella già pianificata si accompagni un ulteriore blocco dei licenziamenti, perché siamo ancora in emergenza”.

Inoltre, dice Landini, “abbiamo chiesto contemporaneamente che si inizi un confronto per discutere una riforma degli ammortizzatori sociali e quali politiche attive” vengano messe in campo “per andare verso la normalità, anche con un superamento del blocco dei licenziamenti. Il Paese deve essere unito, non vanno aumentate le divisioni”, conclude.

Furlan: “Lavoreremo per costruire un’intesa!”

“Uno scontro e una non intesa su un tema così delicato (quello del blocco dei licenziamenti) è l’ultima cosa di cui il Paese ha bisogno: lavoreremo per costruire questa intesa”. Lo riferisce la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan ad Agorà.

“L’incontro di ieri tra i sindacati e il governo non si è concluso – ha spiegato – tanto che domani, dopo che Presidente del consiglio avrà ascoltato le associazioni datoriali, ci rincontreremo per vedere se troviamo una sintesi e la dobbiamo assolutamente trovare”.

Oggi infatti, Catalfo e Patuanelli incontreranno i vertici di Confindustria. La strada però è tutta in salita visto che il Presidente degli industriali, Carlo Bonomi, ha lanciato un segnale di sfiducia: “Il governo ha deciso il blocco dei licenziamenti (fino al 31 gennaio) senza coinvolgerci. Non ascolta e prende decisioni unilaterali” ha attaccato.

Dice la Furlan: “stiamo vivendo un momento eccezionale: 25 mila contagiati al giorno è una cifra che fa tremare i polsi, ed anche altri paesi europei stanno prendendo misure importanti. Credo che il governo abbia fatto bene a prendere le scelte che ha fatto, non perché ridurre le attività sia un bene, io come sindacalista per 40 anni ho lavorato per tenere aperte le imprese, ma oggi con la situazione pandemica che sta aumentando in modo vorticoso, e torniamo a vedere medici e infermieri stremati nelle terapie intensive, è evidente che alcuni provvedimenti seppur non semplici, pesanti, sono necessari”.

“Il tema vero che abbiamo davanti – ha concluso – è se riusciamo a dare sostegni a imprese e lavoratori dei settori coinvolti e non li facciamo attendere troppo. Il decreto Ristori tenta di dare una risposta anche se su alcune tipologie di lavoro è stato un po’ avaro: penso ai lavoratori stagionali che hanno una tantum di mille euro. L’importante è che queste risorse arrivino presto, lavoratori e imprese non devono aspettare troppo tempo”.

Le aziende non possono licenziare

“Prendiamo atto che siamo stati chiamati solo a Dpcm bollinato e, inoltre, che per chi ha una collaborazione inferiore ai 5 mila euro non siano stati previsti interventi. Ribadiamo la nostra posizione: se c’è cassa integrazione a disposizione, le aziende non possono licenziare. Altrimenti viene ulteriormente meno la tranquillità delle lavoratrici e dei lavoratori” ha sottolineato il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri durante l’incontro col premier Giuseppe Conte. Ed ha aggiunto: “Chiedo al Presidente del Consiglio di non assumere un atteggiamento neutrale tra chi chiede che i contratti nazionali di lavoro vengano rinnovati e chi, invece, continua a frenare”.

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