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La politica degli Ultras

by Redazione

La superficialità, nonché pericolosità, di alcuni politici del nostro Paese è una calamità in occasioni simili.

Mentre la guerra sta per raggiungere il suo climax, non passa molto tempo e già si comincia a sciorinare gaffe.

Cominciamo dalle parole del ministro degli Esteri Di Maio che, alla ricerca costante di consenso, definisce inutilmente e scioccamente il presidente di una superpotenza mondiale “Animale”. Come se i cittadini non sapessero della carneficina che si sta consumando in Ucraina.

Infatti, senza considerare che in tempi non remoti si faceva il bacia mano allo Zar di Russia, insultare una persona con cui dovresti andare a trattare subito, per preservare la pace e per salvare vite, rappresenta un’evidente inadempienza nei confronti del ruolo che si ricopre.

Questo comportamento la dice lunga sull’entourage del grillino di Avellino, Luigi Di Maio; il suo comportamento da stadio che insulta l’arbitro per non aver dato il rigore è

Poi, c’è la destra sovranista del “The Show must go on” che, dopo aver preso finanziamenti e aver stretto accordi e dopo aver esaltato la figura di Putin definendolo anche il miglior uomo politico al mondo, oggi si desta e dice che il capo del Cremlino è un folle, pazzo e sanguinario, proprio come Hitler; o forse peggio.

Facile vero?!

Come se Putin negli anni avesse nascosto la sua natura violenta e risoluta; indole ampiamente ignorata per avere finanziamenti e gas russi.

Il fatto che la politica avesse legami stretti con Putin, presidente di una nazione importante che sta commettendo atrocità, non è da considerare uno svantaggio, anzi.

I rapporti con lo Zar, se sfruttati, potrebbero far desistere il capo del Cremlino e fermare la sua avanzata salvando le vite e mettendo fine alla guerra, trasferendo lo scontro attorno ad un tavolo.

Ma si sa, per gli sciocchi al potere, una preferenza conta molto di più di una vita salvata. Ne prendiamo atto.

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