Home Attualità Il re di Svezia critica il suo governo: “La strategia svedese contro il virus è stato un fallimento”

Il re di Svezia critica il suo governo: “La strategia svedese contro il virus è stato un fallimento”

by Rosario Sorace

C’è un re che ha bocciato la strategia del governo della sua Nazione in merito alla lotta contro il coronavirus ed è un giudizio duro e senza appello. Si tratta di Carlo XVI Gustavo, Re di Svezia, che prendendo atto delle proteste degli ospedali e dei numeri della pandemia nel Paese scandinavo che hanno registrato un tasso di mortalità dieci volte superiore a quello delle nazioni vicine, ha costretto persino il sovrano ad ammettere che l’esaltata “diversità svedese” nella lotta alla pandemia del Covid-19, ammirata anche in Italia, in realtà è stata un fallimento.

Quest’anno orribile lascia nel Re l’impressione che la ricetta svedese sia tutta da rivedere e la strategia perseguita non abbia dato assolutamente buoni risultati e, quindi, dichiara puntando il dito contro il governo: “Penso che abbiamo fallito. Abbiamo avuto tanti morti e questo è terribile”.

Infatti la Svezia ha affrontato la pandemia, senza misure restrittive ma soltanto affidandosi a consigliare la popolazione e questa metodologia atteggiamento che ha avuto ampie critiche a livello internazionale. Adesso si aggiungono le gravi lamentale del sovrano. “Gli svedesi hanno sofferto tremendamente in condizioni difficili. Uno pensa a tutte le persone che non sono riuscite a dire addio ai loro congiunti che sono morti. Credo sia stata un’esperienza dura e traumatica, non poter dire addio”, ha affermato il re.

La strategia svedese ha puntato su restrizioni soft, prima con la favoletta dell’immunità di gregge anche se poi è stata smentita successivamente, poi ci si è appellati al senso civico di responsabilità nordico della sua popolazione. Quindi niente uso di mascherine, né chiusura di bar, ristoranti e negozi, né quarantena obbligatoria, la Svezia ha fatto ricorso alla strategia fondata essenzialmente su “raccomandazioni” e pochissime misure restrittive e coercitive.

Mentre gli Stati vicini, Finlandia e Norvegia, si sono applicati lockdown e misure più severe, cosicché i tassi di contagi e di mortalità sono oggi tra i più bassi in Europa, invece in Svezia i numeri sono più vicini a quelli dei Paesi più colpiti dalla pandemia. Ora giungono le proteste dei medici e degli operatori sanitari per una situazione che comincia a divenire insostenibile.

“L’autorità sanitaria pubblica aveva preparato tre scenari questa estate. Ci eravamo basati su quello peggiore. Tuttavia, emerge che nella realtà è due volte più grave” di quanto temuto, spiega Lars Falk, che è un operatore dell’unità di terapia intensiva all’ospedale Karolinska di Stoccolma. Secondo quanto scrive l’Agi, i servizi di rianimazione sono fortemente sotto pressione e soprattutto a Stoccolma la situazione è abbastanza grave, tanto che negli ospedali hanno chiesto rinforzi di personale.

“Purtroppo il livello di contagio non sta diminuendo ed è molto preoccupante”, ha confermato il direttore sanitario della regione di Stoccolma, Bjorn Eriksson, che dà conto di una “estrema pressione sul sistema sanitario”. Si è dovuto ricorrere ad potenziamento con tutto il personale sanitario qualificato, compreso dalle cliniche private e sono state ordinato l’annullamento di tutte le operazioni non urgenti nella regione.

“Adesso basta”, dice Eriksson. “Non vale la pena bere un drink dopo il lavoro, incontrare persone fuori casa, fare acquisti natalizi o prendere un caffè: le conseguenze sono terribili”, nonostante queste affermazioni gli allarmi restano lettera morta.

“Penso che avremo una contaminazione relativamente bassa questo autunno”, aveva detto il capo epidemiologo Anders Tegnell ad agosto. Invece il premier Stefan Lofven si è sino ad adesso rifiutato di definire la strategia un fallimento. “La maggior parte degli esperti di salute non ha visto l’onda davanti a loro, parlava di focolai localizzati”, ha,però, ammesso. Il tasso di mortalità in Svezia è sopra il 10%, mentre a pochi chilometri in Finlandia o in Norvegia ,si è prossimi allo zero, non può non essere visto come un fallimento. Ora le parole del re scuotono la politica nazionale e le pubbliche autorità.


Potrebbe interessarti

Lascia un commento