Home In evidenza I Talebani premiano i terroristi suicidi e umiliano l’Occidente

I Talebani premiano i terroristi suicidi e umiliano l’Occidente

by Nik Cooper

Dopo il danno del ritiro disastroso generato dalla superficialità della gestione targata Usa, ecco che arriva la beffa dal sapore amarissimo, per tutte le vittime e familiari degli attentati di matrice islamica che si sono susseguiti dall’11 settembre ad oggi, quando i talebani hanno elogiato gli attentatori suicidi morti durante la guerra contro l’ex governo e i suoi alleati occidentali e hanno offerto alle loro famiglie somme di denaro e promesse di terra.

L’umiliazione nei confronti dell’Occidente e le vittime di attentati è forte e diretta e pare voglia mandare un duro messaggio agli sconfitti e ai propri alleati: “Il terrorismo islamico è giusto e, per quanto contrastato, verrà sempre ricompensato e stimato nella nostra comunità”.

Sirajuddin Haqqani, il ministero degli Interni ad interim che ha una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa come “terrorista globale appositamente designato”, ha incontrato le famiglie durante una cerimonia all’Intercontinental Hotel di Kabul, anch’esso preso di mira dagli attentatori suicidi nel 2018. Le fotografie ufficiali dell’incontro di martedì gli oscuravano il volto.

“Nel suo discorso, il ministro ha elogiato la Jihad e i sacrifici dei martiri e dei mujahidin e li ha definiti eroi dell’Islam e del Paese”, ha affermato il ministero in una nota su Twitter.

Alle famiglie degli attentatori suicidi sono stati dati vestiti, 10.000 afgani (95,89 euro) e sono stati promessi appezzamenti di terreno.

Haqqani ha preso il posto di suo padre Jalaluddin Haqqani come capo della rete Haqqani, un gruppo militante affiliato ai talebani che è stato accusato dai servizi di intelligence occidentali di essere uno dei gruppi più sanguinosi che vanta diversi attentatori e terroristi.

È ricercato per essere interrogato dall’FBI in relazione a un attacco a un altro hotel a Kabul nel 2008 in cui sono state uccise sei persone, tra cui un cittadino americano.

Dopo la vittoria dei talebani sul governo appoggiato dall’Occidente, crollato ad agosto, i militanti dello Stato Islamico hanno effettuato una serie di attentati suicidi contro moschee e altri obiettivi, uccidendo centinaia di civili.

Insomma, di questo cambiamento tanto decantato non se ne vede l’ombra. E questa guerra durata venti lunghi anni, non solo non è servita a nulla, se non per permettere alle multinazionali del “massacro” di vendere armi ai governi, anzi pare che, questa vittoria per sfiancamento, abbia aumentato l’arroganza e la supponenza di queste persone che sono famose in tutto il mondo per essere terroristi internazionali, com’è il caso del nuovo ministro degli Interni afghano.

I debiti e gli errori di questa campagna del nulla ce li porteremo dietro per anni ed anni e, insieme a loro, vi è l’ipocrisia millantata dall’Occidente e dai nostri leader che hanno trasformato le battaglie per i diritti umani in discussioni volatili di propaganda da salotto.

L’immagine in evidenza dell’11 settembre 2001 non è a caso, servirebbe a ricordare agli Alleati per quale motivo tutto l’Occidente si sia mosso per scatenare questa lunghissima guerra in Afghanistan.

Quando si tratta di cerimonie per ricordare gli attentati, le frasi di circostanza sono di rito, ma quando si chiede di applicare quei bei discorsi aulici in fatti pratici, gli interessi economici vengono sempre prima di tutto.

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