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Green pass: La destra ignora il problema e la sinistra fa catastrofismo… Ma la realtà? Viene offuscata

by Romano Franco

Non si ferma la campagna di protesta del centro destra contro il tanto discusso Green Pass. “Il Green pass è diventato uno strumento surrettizio per imporre l’obbligatorietà vaccinale. Se il governo è tranquillo deve semplicemente imporlo per legge e non inventarsi un ricatto sociale di massa”, dichiara Andrea Delmastro Delle Vedove, di FdI.

A fare eco alla protesta di Delle Vedove è la leader di Fratelli d’Italia che, con tanto di giravolta, adesso si dice contraria al Green Pass strumento che, a suo dire, era utile per tornare alla normalità. Infatti, oggi, la vaccinazione da parte della Meloni viene vista come una limitazione della libertà.

Cosa non si fa al giorno d’oggi pur di accaparrarsi qualche voto in più. Per non parlare di quanto sia facile vedere i problemi e cavalcarli quando non si hanno le responsabilità delle soluzioni applicate. Povera Giorgia, non ci sta capendo nulla neanche lei purtroppo. Il punto è che, se la vaccinazione fosse realmente lo strumento per risolvere questa situazione catastrofica, sarebbe giusto imporre il vaccino per ritornare alla normalità. Dopo due anni di lockdown e quasi 400 miliardi in più che pesano come un macigno sul nostro debito pubblico, tornare alla vita di un tempo è una cosa che tutti vogliono.

Ma c’è anche da dire che, con le varianti che incombono e con un vaccino sempre più inefficace nel tempo, ricordiamo che tutti gli esperti hanno garantito una protezione di 6 mesi sulla variante Alpha, Beta e Gamma, ma che sulla Delta sta trovando nuove difficoltà, per non parlare della Epsilon che per quanto ci risulta annulla quasi definitivamente l’effetto del vaccino, è inutile inglobare nel Green Pass i vaccinati che, come abbiamo detto più volte, si contagiano e possono contagiare. Il green pass non può essere trasformato in una specie di Licenza di diffusione del virus in maniera così incauta, altrimenti a settembre e ottobre ci troveremo punto e a capo.

Ma la Meloni continua a cavalcare e chiede di fare chiarezza tra la posizione di Draghi secondo cui chi è vaccinato e si trova in un luogo nel quale si accede solo con Green pass ha la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose e le tesi di Anthony Fauci, immunologo consulente del presidente degli Stati Uniti, secondo cui il livello del virus nelle mucose delle persone vaccinate contagiate con la variante Delta è esattamente lo stesso presente in una persona non vaccinata infetta. Dichiarazione riportata in maniera subdola, opportunista e falsa dalla leader visto che, l’esperto virologo italo americano, si è espresso dicendo che è quasi la stesso, ma non la stesso come riporta la Meloni.

Però l’arrampicata sugli specchi della leader di Fdi non finisce qui, lei parla di libertà limitata e di tracciamento obbligatorio inneggiando al suono di libertà di decisione e libertà di pensiero, raggirando completamente il patto fatto dai consociati all’interno dello Stato di Diritto.

Una persona che crea pericoli ad un’altra è un ostacolo per la libertà altrui. Quella che difende la Meloni non è libertà ma anarchia. Sarebbe come dire alla gente di passare con il rosso a 200 all’ora in un centro abitato, anche quella può essere vista come libertà secondo la sua teoria.

Poi, oltre a sparare fango, come mai dalla “brillante” leader del partito del “no” non arrivano mai soluzioni o alternative costruttive? Dove sono le controproposte? Quali sono le alternative? Non ci è dato sapere.

La leader di Fratelli d’Italia si limita solo a denigrare e insultare le proposte altrui. Zero idee e zero alternative. La politica del “tutto fa schifo” quando sei all’opposizione può dare i suoi frutti, ma una volta al governo, quei frutti raccolti, si sgonfiano in un nulla di fatto, com’è già successo a Renzi, ai grillini e al suo alleato Salvini. Si consiglia alla Meloni di optare per una politica più costruttiva.

Ma contro le dichiarazioni della leader di Fratelli D’Italia si alzano parecchie critiche. “Evidentemente Meloni preferisce tornare al lockdown, una posizione folle e irresponsabile” ha stigmatizzato il dem Matteo Orfini. Posizione altrettanto discutibile almeno quanto quella della Meloni.

Far sentire fuori pericolo la gente vaccinata con una variante Delta che sta facendo strage anche tra i vaccinati è follia pura. Il governo sta dando un un lascia passare alla diffusione del virus senza neanche accorgersene, ma tanto conoscendo i dem ritratteranno presto le loro dichiarazioni.

Ricordiamo tutti quando il Pd mise in moto la campagna #abbracciauncinese ritrattando subito dopo con “la fine del mondo imminente”, senza passare mai per mezze misure.

I 6 mesi dall’inoculazione dei primi vaccini stanno scadendo e non si è arrivati neanche a vaccinare il 66% della popolazione. Cosa succederà questo inverno quando la protezione scadrà e quando ci ritroveremo altre varianti a creare di nuovo terrore? Magari la Zeta, Eta, Theta e chi più ne ha più ne metta.

Il problema della politica odierna è che: o si fa catastrofismo oppure si è ignoranti nei confronti del problema, in entrambi i casi la superficialità regna sovrana senza mai riuscire a fare una sintesi realistica della situazione. Da una parte si cavalca la paura per il vaccino e dall’altra il terrore del virus. Ritornare ai lockdown è improponibile soprattutto con l’avvento di nuove cure e con un vaccino orale che pare più efficace di quelli visti sino ad ora.

Però le cose vengono fatte all’acqua di rose, come sempre, e la politica delle false speranze fra qualche giorno farà un giro di boa proprio come la Meloni sul Green Pass. Come già sta accadendo negli Usa.

La restrizione, se proprio doveva essere introdotta, bisognava attuarla solo per i tamponati, ma per fare ciò era necessario organizzare un’impresa pubblica atta alla produzione e alla distribuzione di tamponi a prezzo di costo, e, al posto di osannare la Pfizer, la Commissione, dopo tutti i soldi spesi, doveva cominciare a fare la voce grossa e iniziare e a farsi dare una terza dose gratis, nel caso in cui serva nel breve periodo, e far iniziare una produzione di un vaccino definitivo, al posto di quella soluzione superficiale fatta in maniera frettolosa solo per essere venduta il prima possibile, ignorando completamente le mutazioni del virus. Avevano garantito un’immunità al 90% che con le varianti è scemata, è una responsabilità da attribuire alla casa farmaceutica. Non si può far finta di niente.

Si capisce che una società privata debba fare soldi da una tragedia di questa portata, ma che la politica sia addirittura complice silente non può e non deve accadere.

Come abbiamo detto all’inizio della pandemia, la cosa opportuna era fare una collaborazione mondiale di tutti i maggiori esperti mondiali per avere il prima possibile un vaccino unico e definitivo, ma l’opportunismo dell’uomo, come spesso accade, corrompe le menti e offusca la realtà, e così, non volendo, abbiamo prolungato ‘vergognosamente’ la nostra agonia.

Ma chi proprio non vuole prendere posizione è proprio la Lega che si presenta, come abbiamo visto più volte, con il piede in due staffe. Infatti, mentre i “cani sciolti” alla ricerca di voti facili come Borghi ne approfittano dicendo: “Paradossale pregiudiziale di FdI sul decreto green pass che chiede che l’Aula non proceda all’esame del decreto. Così rimane in vigore per 60 giorni senza possibilità di cambiarlo e discuterne. Anche no”.

Proprio Borghi, insieme ai colleghi di partito Alberto Bagnai, Armando Siri e Simone Pillon, sono scesi in piazza per dire “no” al Green Pass, semplicemente per bastian contrario, senza alcuna critica costruttiva e senza alcuna obiezione o soluzione del caso.

In piazza del Popolo si sono ritrovati un migliaio di persone dietro lo striscione “Uniti per la libertà di scelta, contro ogni discriminazione”.

A questo comportamento di alcuni leghisti si sono sollevate le critiche del capogruppo alla Camera Riccardo Molinari “Io non ci sono andato e ritengo che i miei colleghi abbiano sbagliato ad andare”.

Ma Matteo Salvini, da perfetto ignavo, la pensa diversamente e dice: “Alla manifestazione nella piazza romana non c’era un’adesione ufficiale della Lega ma se siamo in democrazia ognuno è libero di partecipare”.

Insomma, una situazione imbarazzante che mette ancora una volta la nostra classe dirigente, nessuno escluso, sotto la lente di ingrandimento, siamo alla mercé di una politica divisa tra negazionisti e catastrofisti e che non ci permette di riuscire a trovare una via e un’unità che, nonostante l’influenza Draghi, non esiste se non nelle decisioni solitarie del premier.

In poche parole, ci ritroviamo alla deriva, con le vele bucate e senza rotta. Nessuno sguardo alla realtà e nessuna decisione coraggiosa. Siamo condannati alla visione di poveri mentecatti che si millantano eroi della patria che trattano e ritrattano i pochi contenuti delle loro politiche protetti dai loro fan club e dai loro sponsor che, grazie al denaro sonante, gli ritrasforma in uomini nuovi nonostante le carriere colme di insuccessi e di anni ed anni di politica spicciola.

Chi ne fa le spese è quella gran parte della popolazione che, oggi come oggi, non si sente rappresentata da nessuno e vota, al solito, il meno peggio. Bisogna combattere la demagogia e l’ignoranza con l’informazione, la ressa e il fango non servono, bisogna fare critiche costruttive e combattere i demoni di questa politica becera, solo così possiamo battere la strada per un domani più roseo. Avanti e uniti per un’Italia migliore.

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