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Dirigenti come marionette

by Redazione

Oggi i “prenditori” per non partecipare ai tavoli di trattativa, hanno creato figure dirigenziali che presenziano al tavolo per interloquire con la rappresentanze dei lavoratori e i segretari sindacali. Questo è un modo per non dare importanza al tavolo di trattativa ed evita al “prenditore” di parlare direttamente con i propri dipendenti.

Questi dirigenti, normalmente hanno una laurea, vengono formati per essere dei consulenti del lavoro e sono a tutti gli effetti dei veri e propri attori di teatro. Normalmente si presentano ai tavoli di trattativa in ritardo senza nessuna delega e descrivono scenari di crisi per abbattere le richieste economiche dei Lavoratori.

Dei veri e propri attori che si presentano con pochi spiccioli in tasca a differenza del fatturato che racconta ben altra realtà. Oggi per mettere in difficoltà una trattativa si citano il Covid, la Cina, scenari di futuri incerti, una vera e propria sceneggiatura teatrale per piangere miseria.

Naturalmente non avendo nessun potere di delega non si arriverà mai a una conclusione perché è sempre il Padrone che decide se accettare o no le richieste dei Lavoratori.

Oggi un imprenditore non andrebbe giudicato dalla bella azienda, dal fatturato, se gira in Ferrari o in Elicottero, ma dal contratto aziendale che ha stipulato con i propri dipendenti. Il contratto aziendale è lo specchio dell’azienda.

Un buon contratto aziendale deve essere il bene più prezioso per l’azienda, per i Lavoratori e per le Lavoratrici. ‘Fammi vedere il tuo contratto integrativo e ti dirò quanto vali e chi sei’.

Oggi vediamo grandi fabbriche con contratti integrativi poco chiari e di bassissimo livello per le effettive condizioni aziendali.

Le aziende piuttosto, preferiscono farsi pubblicità pagando pagine di giornale dove possono raccontare realtà aziendali da terzo millennio per attirare nuovi clienti. I “Prenditori” sanno che i Lavoratori non possono veramente raccontare le vere condizioni di lavoro perché verrebbero subito licenziati e molte volte sono costretti, non solo a subire, ma anche a leggere su quotidiani locali, articoli di stampa che non corrispondono realmente alla loro condizione lavorativa e di welfare aziendale.

Pubblicizzare il benessere dei lavoratori può portare l’azienda ad essere molto quotata anche se poi in realtà il lavoratore non usufruisce di tutto quel beneficio che viene descritto e blasonato sui giornali.

Un piano ben strutturato e meditato che parte già dai tavoli di trattativa. Il benessere di un’azienda, molte volte non corrisponde al benessere dei Lavoratori. Anche i Lavoratori hanno una responsabilità che è quella di non essere uniti, di non aderire alle organizzazioni aziendali e di essere poco informati.

Ci sono Lavoratori che sono convinti che i benefit conquistati dalle contrattazioni aziendali siano gentili concessioni del “Prenditore”. Lavoratori leggetevi il vostro contratto aziendale, il vostro contratto Nazionale e date forza all’organizzazione Sindacale che è l’unica in grado di contrattare le migliori condizioni per tutti voi tenendo conto anche le situazioni famigliari e di salute.

Anche le sigle sindacali debbono essere unite tra loro per dar forza ai Lavoratori e alla contrattazione. L’unione è la forza dell’azienda del Lavoro e dei Lavoratori. Viva il Lavoro. Viva il Sindacato. Viva i Lavoratori.

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