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Dibba lascia i cinquestelle: “Il Movimento non parla a nome mio”

by Romano Franco

Alla fine è successo l’inevitabile! “Stavolta non ce la faccio. Da diverso tempo non sono in accordo con alcune scelte del Movimento 5 stelle, è più che legittimo. Non posso far altro che farmi da parte. Da ora in poi non parlerò più a nome del Movimento 5 Stelle anche perché in questo momento il Movimento non parla a nome mio”. E’ questo l’annuncio di una delle colonne portanti dei cinquestelle, Alessandro Di Battista.

La doccia fredda, arrivata dal profilo Facebook del “Dibba”, inquadra in pieno quel movimento che si faceva carico di una rivoluzione sempre più scemata nel tempo tra un compromesso e l’altro.

Gli errori si pagano e averne dette di tutti i colori durante la campagna elettorale è costato ai grillini la propria credibilità. Se avessero voluto attuare una vera e propria rivoluzione, dopo le elezioni del 2018, avrebbero dovuto proporre un progetto politico “Salva Italia” a tutte le forze politiche con coraggio; e se non si fosse realizzato sarebbero dovuti ritornare all’opposizione. Mostrando ai loro votanti, attributi, coraggio e voglia di cambiamento. Invece, si sono inchinati, prima a Salvini e poi a Pd e Renzi, perdendo man mano quella dignità che si erano costruiti di intransigenti e rivoluzionari.

Ma l’attrazione nei confronti del potere è stata tanta e la storia insegna che: nel tuo statuto, come nel tuo ideale, puoi mettere i principi più nobili e giusti, ma, a portare avanti quei principi ci sono sempre uomini che, col tempo, non rimangono immutati come i principi e le leggi scritte.

Ed è così che Di Battista, da persona estranea a questa legislatura, non si è sentito più rappresentato da quel movimento che si è visto cambiare da “movimento anti-sistema” a “forza politica di sistema”.

Di Battista, non nasconde la delusione, e ringrazia gli iscritti dicendo di “rispettare la decisione” e Beppe Grillo per avergli insegnato “a prendere posizione, anche andando controcorrente”.  Di Battista però precisa di non voler fare polemiche. “Le decisioni si devono rispettare ma si possono anche accettare. Però la mia coscienza politica non ce la fa a digerirle. Con il Movimento è stata una bellissima storia d’amore, piena di gioie e battaglie vinte. Anche con diverse delusioni e qualche battaglia disattesa o persa però questa è la politica. Non posso andare avanti, non posso non considerare determinate mie opinioni, determinate mie convinzioni politiche. Non posso proprio andare contro la mia coscienza”. Ed è così che un addolorato Di Battista annuncia il suo addio e lascia i suoi amati cinquestelle poiché, da tempo, pur di accomodarsi nei ruoli che contano, hanno perso la loro strada maestra.

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