Home In evidenza Conte Bis all’epilogo… La parola passa al Capo dello Stato

Conte Bis all’epilogo… La parola passa al Capo dello Stato

by Redazione

Questa mattina il premier Conte, insieme ai suoi ministri, si è riunito per un ultimo consulto prima di mettere fine definitivamente al Conte Bis. Dopo la riunione, Conte si avvierà verso il Quirinale per rassegnare formalmente le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Dopo le trattative fallite per allargare la maggioranza, con l’Udc e Forza Italia che si sono chiamate fuori da ogni ipotesi di sostegno al Conte II, c’è anche la Spada di Damocle sulla relazione del Guardasigilli Alfonso Bonafede che incasserà, quasi con certezza, un voto negativo al Senato.

Nel frattempo è ufficiale: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato ai ministri, durante il Cdm, la decisione di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni.

Conte Ter

I capigruppo di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle, Davide Crippa ed Ettore Licheri commentano la situazione: “Il passaggio per il cosiddetto Conte ter è ormai inevitabile ed è l’unico sbocco di questa crisi scellerata. Un passaggio necessario all’allargamento della maggioranza. Noi restiamo al fianco di Conte, continueremo a coltivare esclusivamente l’interesse dei cittadini, puntiamo a uscire nel più breve tempo possibile da questa situazione di incertezza che non aiuta. Dobbiamo correre sul Recovery, seguire il piano vaccinazioni, procedere immediatamente ai ristori per le aziende più danneggiate dalla pandemia. Il MoVimento, insomma, c’è, ed è pronto a fare la sua parte”.

Anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, commenta su Twitter: “Con Conte per un nuovo Governo chiaramente europeista e sostenuto da una base parlamentare ampia, che garantisca credibilità e stabilità per affrontare le grandi sfide che l’Italia ha davanti”.

Ma sono molte le ipotesi da mandare avanti e come al solito, ognuno dice la sua. Da una parte c’è il Pd che chiede di riaprire il dialogo con Matteo Renzi, al quale chiede un segnale di buona volontà. Dall’altra c’è il confronto con l’Udc e con gli scontenti di Forza Italia. Ma l’accordo con i centristi passa per forza dalle dimissioni di Conte.

Matteo Renzi programma per questa sera una riunione dei gruppi parlamentari. E nella maggioranza, nonostante le posizioni ufficiali di chiusura da parte di Pd e M5s, c’é chi sarebbe pronto a lavorare per una ricomposizione. Ma dopo il sabotaggio, come ci si può fidare di Renzi e della sua volubilità?

Opposizioni

Nel frattempo dall’opposizione parla Capitan Salvini che, con il suo motto per tutte le stagioni, fiancheggiato da Giorgia Meloni, continua a richiedere a gran voce le elezioni anticipate. E così spiega: “Si parla di dimissioni di Conte? Avrebbe già dovuto darle. C’è un piano vaccinale fermo, le scuole sono aperte in una città sì e una no, ci sono due milioni di posti di lavoro a rischio, e noi stiamo in ballo sugli umori di Conte, Di Maio, Zingaretti, e sulle trattative di Tabacci e Mastella. È irrispettoso, disgustoso, volgare, deprimente”, ha detto Matteo Salvini lasciato il Palazzo di Giustizia di Torino dove oggi ha preso parte all’udienza del processo in cui è chiamato in causa per vilipendio dell’ordine giudiziario.

“Usiamo le prossime settimane per ridare la parola al popolo, e poi avremo cinque anni con un governo e un Parlamento seri e legittimati, non scelti a Palazzo ma scelti dagli italiani”.

Pure Giorgia Meloni non si risparmia e in un post Facebook scrive: “Le parole di Zingaretti sull’ipotesi di elezioni anticipate sono perfettamente rappresentative del terrore che hanno Pd e M5s verso il voto libero dei cittadini. Con che coraggio questa gente si definisce democratica? Tranquilli, arriverà il giorno in cui dovrete rispondere davanti agli italiani delle vostre bugie e dei vostri fallimenti”.

Berlusconi dal canto suo non vuole le elezioni, ma per non voltare le spalle ai suoi due alleati dice: “Voglio chiarire ancora una volta che nessuna trattativa è in corso, né ovviamente da parte mia, né di alcuno dei miei collaboratori, né di deputati o senatori di Forza Italia, per un eventuale sostegno di qualunque tipo al governo in carica. La strada maestra è una sola: rimettere alla saggezza politica e all’autorevolezza istituzionale del capo dello Stato di indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del Paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani. Qualunque altra soluzione significa prolungare una paralisi che il Paese non si può permettere e che quindi ovviamente non ci vede disponibili”. La strada del governo di unità nazionale è caldeggiata anche da Toti.

Udc: “Restiamo nel centrodestra” Contrari all’operazione responsabili, i vertici dell’Udc hanno ribadito che non parteciperanno all’operazione “responsabili” e che resteranno nel centrodestra. La linea centrista è stata condivisa da tutti i 3 parlamentari dell’Udc. Non è escluso però che dall’Udc possano invece arrivare segnali positivi sul Conte ter.

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