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A Catania scoppia l’emergenza rifiuti

by Rosario Sorace

In Sicilia la raccolta differenziata della spazzatura non funziona e dopo la città di Palermo anche a Catania si registra una situazione disastrosa con un enorme quantità di rifiuti per le strade.

Dopo le emergenze della cenere e dell’alluvione oggi si deve fare i conti con 500 tonnellate di spazzatura da smaltire al giorno.

Il problema è atavico, non esistono discariche sufficienti per conferire i rifiuti così la città etnea e altri comuni della Provincia sono già in tilt.

L’Unione Europea aveva fissato il raggiungimento del 65% per il 2012 mentre a Catania i dati sono estremamente insufficienti.

Oggi, la comunità catanese deve affrontare questo stato di cose che preoccupa perché tra l’altro è avvenuta con la chiusura della grande discarica di Lentini che ha alimentato la criticità dell’intero sistema e che vede la necessità di inviare i rifiuti fuori dalla regione.

La raccolta differenziata a Catania avviene nell’area del centro storico mentre, ancora oggi, ci sono serie difficoltà nelle zone periferiche della città.

Poi, dal mese di settembre la città ha visto sorgere un pullulare di microdiscariche abusive, che ha portato il Comune a richiedere il sostegno della Regione e della prefettura affinché si addivenisse a trovare una soluzione con la creazione di una corsia preferenziale agli autocompattatori che vengono destinati all’impianto di trattamento meccanico-biologico che viene gestito da Sicula Trasporti. Tutto ciò era reso necessario affinché la spazzatura venisse trasferita anche in altri siti della Sicilia.

Resta come una spada di Damocle il problema delle percentuali assai basse della differenziata e tutto questo sta determinando la necessità di smaltire ancora oggi nelle discariche quasi cinquecento tonnellate di spazzatura al giorno.

Pertanto, da questo punto di vista, il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci ha promosso e riproposto la realizzazione di almeno due inceneritori.

L’attuale Amministrazione Comunale guidata da Salvo Pogliese, sta cercando di uscire da questa condizione di emergenza estendendo la raccolta differenziata all’intero territorio etneo dell’area metropolitana.

Dai primi di novembre operano due imprese la SuperEco e la Ecocar, che hanno preso servizio nelle zone nord e sud della città, dopo avere vinto le gare per l’affidamento settennale del servizio.

Allo stato attuale eserciteranno il servizio della raccolta differenziata solamente in due grandi quartieri popolari e se andrà bene si estenderà il raggio a tutta la città.

Naturalmente si evidenziano notevoli difficoltà poiché tolti i cassonetti non vi è stato un conferimento dei sacchetti davanti alle porte di casa.

Le cause di questa crisi sono da attribuire al sistema consolidato di abitudini, una scarsa attenzione alle prescrizioni, un’atavica disattenzione al sistema informativo non pervasivo , nonché per la mancata distribuzione dei mastelli colorati che ancora non ci sono stanno facendo depositare i rifiuti in strada, creando questa disdicevole presenza di microdiscariche che rende inutile la pulizia straordinaria effettuata qualche settimana fa.

Al centro della questione vi è il bando di gara settennale in cui non si è presentato nessuno e il Comune ha affidato per sei mesi la raccolta alla Dusty, che è l’impresa che negli ultimi anni, proprio per le continue proroghe, ha svolto il servizio in tutta la città.

La città, comunque, appare sporca e il sommarsi di tutti questi problemi determina una situazione che comincia ad essere allarmante per l’igiene pubblica.

Certamente la situazione non interessa solo Catania ma l’intero sistema regionale con Comuni della provincie della Sicilia che lamentano una crescita delle problematiche nei conferimenti agli impianti di trattamento.

L’isola, da oltre vent’anni è sempre in una condizione limite sul tema rifiuti a cui non si mai posto rimedio con provvedimenti dei governi nazionali.

Anche se il livello della percentuale di differenziata è cresciuta, nelle grandi città la situazione è davvero pesante e non migliora.

Adesso si potrebbe ipotizzare una soluzione con la realizzazione di impianti pubblici utilizzando i fondi del Pnrr che sono una grande opportunità, anche se occorrerà ancora altro tempo per l’attuazione pratica.

In via immediata, per sopperire all’ennesima emergenza siciliana, si può intervenire soltanto spedendo fuori dalla regione la spazzatura, anche se i costi dell’operazione sono assai elevati e ricadranno con una lievitazione delle tariffe sui cittadini.

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