Grillo attacca il M5S: identità persa, solo poltrone; Conte risponde che per lui Draghi era grillino

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Beppe Grillo è tornato a intervenire sulla scena politica dopo un lungo silenzio, usando il suo blog per criticare il Movimento 5 Stelle. Secondo l’ex Garante, il partito ha perso la sua identità perché ha smesso di ascoltare i cittadini, rivolgendosi invece ai sondaggi e alla conservazione delle poltrone.

L’attacco di Grillo

Nel lungo post Grillo sostiene che il MoVimento ha abbandonato quella «diversità» che lo distingueva. Nato come forza di rottura, avrebbe progressivamente adottato logiche politiche tradizionali fino a compromettere i suoi obiettivi originari.

Tra le proposte che secondo lui sono state trasformate in parole d’ordine e poi dimenticate compaiono misure concrete come il reddito di cittadinanza, il limite dei due mandati, le restituzioni, la democrazia diretta e la transizione ecologica. Grillo accusa il gruppo dirigente di essersi concentrato sulla gestione del potere invece che sul futuro dei cittadini.

La replica del leader

La risposta è arrivata rapidamente dal presidente del M5S, Giuseppe Conte, intercettato dai giornalisti. Ha respinto l’idea che il Movimento abbia perso la propria identità, ricordando le battaglie in corso e rimandando al mittente le critiche.

Un quadro più ampio: la crisi del modello occidentale

Grillo estende la critica al contesto politico ed economico occidentale. Secondo lui la delusione verso un sistema che pone al centro la democrazia ma è sempre più dominato dal capitalismo resta irrisolta: «le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse», scrive.

Tra i problemi indicati c’è la gestione dei flussi migratori, definita come esempio di una questione lasciata senza adeguate politiche di integrazione e governo. La mancata risposta della politica rischia, per Grillo, di consegnare i cittadini alla paura e a soluzioni autoritarie.

In questo contesto afferma che, quando la democrazia non risponde, emergono alternative che promettono risposte semplici. «A volte indossano una divisa, altre volte controllano un algoritmo» — una frase che il post associa implicitamente al caso di Roberto Vannacci.

Ascolto, tecnologia e priorità politiche

Per Grillo il punto di partenza dovrebbe essere il ritorno all’ascolto delle istanze popolari. Le domande centrali riguardano sicurezza, salute, equità, partecipazione e identità, e richiedono soluzioni pensate oltre l’orizzonte del prossimo sondaggio.

Sottolinea inoltre l’urgenza di affrontare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro, sulla sanità e sulla protezione dei dati personali: temi che, a suo avviso, esigono risposte chiare e strutturate.

Il blog richiama infine la possibilità offerta dalla rete di comunicare e votare rapidamente milioni di persone. Questa tecnologia, sostiene Grillo, potrebbe permettere una partecipazione civica più continua, non per abolire la rappresentanza, ma per limitarne gli eccessi e impedire che la delega diventi una «cambiale in bianco» per cinque anni.

Conclude osservando che le questioni che hanno dato origine al MoVimento restano fuori dai palazzi e aspettano chi sia disposto a rispondere. Il suo richiamo è quindi a rimettere al centro il rapporto con i cittadini, piuttosto che le logiche interne del partito.

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