Home Cronaca Terrore in Francia: funzionaria di polizia decapitata nella Cattedrale di Nizza

Terrore in Francia: funzionaria di polizia decapitata nella Cattedrale di Nizza

by Romano Franco

Dopo neanche due settimane dalla decapitazione a Parigi dell’insegnante di scuola media francese Samuel Paty da parte di un uomo di origine cecena, la Francia viene scossa di nuovo da un nuovo episodio di violenza.

Scene da far west con colpi d’arma da fuoco e accoltellamenti hanno avuto luogo questa mattina a Nizza, in una Francia già vittima della morsa del virus e dell’operato del suo governo.

Secondo le informazioni trapelate, Nizza, alle 9 di questa mattina, tre persone sono morte nell’attacco e molte sono rimaste ferite. Le vittime sono: una donna funzionaria di polizia, decapitata dall’aggressore con un coltello, e altri due passanti. La barbarie si è consumata in una chiesa di Nizza, è quanto riferisce la polizia locale.

L’incidente viene descritto dal sindaco della città come un episodio di terrorismo. Da quanto ci dice il sindaco Estrosi “l’autore dell’attentato, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar. Non c’è alcun dubbio sulla natura dell’attacco”. Il dipartimento del procuratore francese antiterrorismo ha detto che era stato chiesto di indagare sull’attacco.

I giornalisti sul posto hanno detto che la polizia dotata di armi automatiche aveva installato un cordone di sicurezza intorno alla chiesa, che si trova in viale Jean Medecin di Nizza, la principale arteria commerciale della città. Sulla scena c’erano anche ambulanze e veicoli dei vigili del fuoco.

Non è stato subito chiaro quale fosse il motivo dell’attacco di Nizza, o se ci fosse qualche collegamento con le vignette, che i musulmani considerano blasfeme.

Dopo l’omicidio di Paty, i funzionari francesi – sostenuti da molti cittadini comuni – hanno riaffermato il diritto di esporre le vignette, che sono state ampiamente esposte alle marce di solidarietà per l’insegnante ucciso.

Ciò ha provocato un’ondata di rabbia in alcune parti del mondo musulmano, con alcuni governi che hanno accusato il leader francese Emmanuel Macron di perseguire un programma anti-islamico.

Insomma, alla fine della fiera, verrebbe da dire “ve lo avevo detto”, ma non vi è nulla di compiacente quando intolleranza e offese si tramutano in odio e violenza. Mi congratulo con i due Leader Erdogan e Macron che, in virtù delle loro liti “da bar dello sport”, al posto di placare gli animi, hanno gettato benzina sul fuoco facendosi sfuggire di mano una situazione già compromessa da tempo. “Chapeau”!

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