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Scontro Renzi Conte: Colpi bassi di una politica infima

by Romano Franco

Il livello della campagna elettorale scende sempre più in basso e lo scontro inevitabile tra Renzi e Conte lascia il popolo italiano indisposto e imbarazzato nei confronti della “Cosa Pubblica”.

Il senatore di Rignano attacca l’ex premier dandogli del “mezzo uomo” che parla con “un linguaggio da mafioso della politica”.

Dopo essere rimasto in bianco dalla stoccata di Draghi, che ha detto di non voler fare il premier per una seconda volta, Matteo Renzi distoglie l’attenzione sulla mancanza del premier e si concentra sul suo nemico giurato, il reddito di cittadinanza, e sfoderando tutta il suo acume colpisce senza remore il leader pentastellato.

E’ molto duro l’epiteto di Renzi nei confronti di Conte. Il tutto è nato dalle parole pronunciate dall’ex premier nei confronti del leader di Italia Viva.

“Renzi parla di vergogna – dice Conte – ma se non si vergogna lui, senatore della Repubblica, che si è fatto pagare dagli arabi e ha fatto una marchetta sul Rinascimento saudita, possono vergognarsi le persone che prendono il reddito di cittadinanza? Lui prende 500 euro al giorno», dice il leader cinquestelle.

“Secondo voi, tutte queste persone che applaudono prendono il reddito di cittadinanza? Renzi deve fare una cosa, venga, finalmente senza scorta, in mezzo alla gente a parlare, ad esporre le sue idee. Venga a dire che in Italia non occorre un sistema di protezione sociale. Venga a dirlo e non si nasconda”, evidenzia Conte.

Ma colto in fallo sulle mazzette legalizzate che Renzi prende dall’Arabia Saudita, passano poche ore che la risposta del leader di Italia Viva si scaglia pesantemente contro il leader pentastellato.

“Ti devi vergognare Giuseppe Conte pensando che qualcuno possa picchiarmi. È incredibile questo modo di fare che inneggia alla violenza. Conte sei un mezzo uomo, abbi il coraggio di fare un confronto civile sui temi, questo è un linguaggio da mafioso della politica».

Ma non basta: «Tre ore fa Palermo Conte ha detto “Renzi venga senza scorta a Palermo a dire che vuol togliere il reddito di cittadinanza”. Cosa stai facendo Giuseppe Conte? Stai minacciando la violenza fisica», afferma Renzi.

Tuttavia, in serata, il leader cinquestelle prova ad abbassare il tiro rispondendo al leader di Italia Viva. “Renzi la smetta con le furbizie e non stravolga le cose. Non scambi per un invito alla violenza l’appello che gli rinnovo: si confronti senza filtri con il mondo reale e ascolti la voce di chi non ha niente. L’unica vera minaccia è quella che Renzi rivolge ogni giorno verso chi è in gravi difficoltà economiche e non arriva neppure a metà mese”.

Ma la rabbia sociale esplode e viene stimolata dai toni utilizzati dai leader, infatti, non passa molto tempo che si assiste ad un episodio spiacevole a Napoli, dove, un gazebo di Impegno Civico, forza politica guidata da Luigi Di Maio, è stato attaccato con violenza.

“I ragazzi di Impegno Civico sono stati malmenati – scrive il ministro degli Esteri – le loro magliette strappate, il gazebo distrutto. Questa non è campagna elettorale. Ma a chi fa della violenza uno strumento di propaganda politica dico di fermarsi e chiedere scusa. Spero che tutti gli schieramenti politici si uniscano al mio appello. Noi andiamo avanti con educazione e rispetto, queste minacce non ci intimoriscono, non ci fermano”.

Ma la violenza viene solo stimolata dai leader; la gente purtroppo, caro Di Maio, è frustrata per l’inadempienza mostrata da leader come lui, provenienti da tutti gli schieramenti, che nascondono le loro inadempienze e le loro responsabilità nei confronti degli italiani dietro un simbolo.

Mancata rappresentanza e astensionismo

Questa politica senza vergogna e dalle false promesse ha stancato l’Italia e gli italiani. Abbiamo più della metà della popolazione che è in maniera evidente contraria a: nuovi invii di armi in Ucraina; ad una nuova corsa agli armamenti e alle pesanti sanzioni che stanno mandando in bancarotta il Paese. Non si può fare finta di niente e reprimere questa volontà popolare.

Le sanzioni, da una parte e dall’altra, impoveriscono e portano alla misera solo la gente che vive ai margini della società, permettendo ai grandi giocatori di speculare laddove la popolazione perde. Per quanto siano nobili gli intenti di voler abbattere il regime russo, non ha niente di sociale questa misura.

Tuttavia ci sono anche leader ambigui come Conte, che hanno il piede in due staffe, e non danno alcuna certezza di voler rappresentare la voce dei cittadini.

Infatti, nessuno si schiera in maniera drastica a favore della povera gente che non viene aiutata e che viene lasciata a morire di fame, il tutto ideato, non per salvare vite ucraine, poiché ne muoiono ogni giorno sempre di più; non per preservare il territorio; ma per far proseguire la guerra e indebolire e allontanare, sulla pelle dei poveri ucraini e sul sangue di civili innocenti, la Russia.

Noi non siamo gli americani, non abbiamo scritto la Costituzione durante un giorno di guerra. La nostra Costituzione è stata redatta durante un dì di pace.

Garantire una diplomazia influente e assicurare viveri e accoglienza nei confronti dei civili ucraini è quello che si addice di più alla nostra Costituzione.

Il miglior modo di abbattere i regimi come quello di Putin è tramite la globalizzazione e il confronto tra i popoli. Chi cerca di far cadere il regime russo con l’escalation militare, i morti, l’isolazionismo e il mal russo o è in cattiva fede o ha studiato male la storia.

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