Home In evidenza Riforma Giustizia: La pregiudiziale viene bocciata dalla Camera. FdI fa ostruzionismo

Riforma Giustizia: La pregiudiziale viene bocciata dalla Camera. FdI fa ostruzionismo

by Redazione

L’esame della riforma Cartabia approda alla Camera. Dopo la barricata dei parlamentari di FdI e di l’Alternativa c’è, per quanto concerne la pregiudiziale di costituzionalità sulla riforma del processo penale presentate dai due partiti, la mozione viene respinta. Con 357 no e 48 sì. Facendo passare il primo step e iniziare la discussione generale.

In serata il governo dovrebbe porre la questione di fiducia che, secondo quanto riferiscono esponenti di maggioranza, dovrebbe essere votata domani; fino al voto finale sul provvedimento che dovrà tenersi questo martedì.

I deputati di Fratelli d’Italia, del tutto contrari alla riforma, hanno fatto ostruzionismo alla Camera con interventi a profusione, continui richiami all’ordine, interruzioni e cartelli.

La richiesta del voto a scrutinio segreto viene infine respinta dal presidente Roberto Fico. Nell’illustrazione delle pregiudiziali di costituzionalità anche i deputati di Alternativa c’è hanno esposto nell’aula della Camera cartelli contro la riforma: ‘Impunità di Stato’ e ‘La mafia vi ringrazia’.

Dopo i vari malcontenti, il Consiglio dei ministri lo scorso giovedì ha dato il via libera per la seconda volta alla Riforma della Giustizia, aggiungendo l’accordo su termini più lunghi per i processi relativi a reati gravi come mafia, terrorismo, violenza sessuale. La riforma Cartabia entrerà in vigore gradualmente per permettere agli uffici giudiziari di organizzarsi e sarà effettiva per quanto riguarda i reati che sono stati commessi dal 1 gennaio del 2020.

La riforma introdurrà, per coadiuvare l’ingente carico di lavoro della magistratura, 16.500 assistenti dei magistrati, previsti dall’Ufficio del processo e circa 5mila per il personale amministrativo.

La Riforma dovrebbe essere cosa fatta ma nel governo rimane alta l’attenzione soprattutto nei confronti di possibili strappi dentro il M5s.

“Adesso tutti rispettino i patti”, dice la ministra Cartabia. La paura del governo è che nelle ultime ore possano spuntare nuovi dissidenti per mettere nuovi paletti e aprire nuove questioni. Non è infatti passato inosservato il via libera all’emendamento dell’azzurro Pierantonio Zanettin in cui si chiedono “criteri più stringenti” per la riapertura delle indagini.

Rimane qualche dubbio all’interno dei 5 Stelle che hanno anche dovuto rinunciare ad un’esplicito riferimento ad un allungamento dei tempi di prescrizione per i reati contro la Pubblica Amministrazione e che intanto fanno sponda a Leu per chiedere di dare più tempo ai processi per le catastrofi ambientali.

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