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Riforma Cartabia: La Camera approva e la maggioranza si ricompatta

by Romano Franco

Ora è ufficiale, la Camera approva il testo della Riforma della Giustizia con 396 sì, 57 no e 3 astenuti. La riforma del processo penale, rifatta in toto con gli emendamenti dalla ministra Cartabia, riceve l’approvazione dal Parlamento dopo oltre un anno. Il ddl, partorito in origine dal Conte Bis e dall’ex guardasigilli Bonafede, quasi del tutto modificato, ora deve passare dal Senato.

Dopo mesi di discussioni e ingerenze la riforma del processo penale, voluta da Draghi e firmata dalla Cartabia, passa in tarda serata. Il voto ricompatta la maggioranza e i cinquestelle che, in un primo momento, erano rimasti ancorati alla riforma dell’ex ministro Bonafede.

La decisione non poteva essere rimandata più di tanto, visto che l’Europa, per accelerare i tempi e far si che fosse partorita la legge il prima possibile, ha “ricattato” l’Italia utilizzando la leva dei fondi del Recovery Plan.

La riforma tende a ridurre i tempi indolenti dei processi penali in Italia. Nessuna riforma per quanto riguarda la responsabilità civile dei magistrati, voluta da FdI, e che, a parer di molti, avrebbe ridotto drasticamente il numero dei processi penali.

I magistrati detentori del destino di noi “comuni mortali”, proprio come un medico e, in minor modo, come un avvocato, non si capisce per quale motivo non debbano assumersi le responsabilità delle cause fatte sul nulla finendo per dissipare capitale pubblico con processi da caccia alle streghe seguiti da cospicui risarcimenti. Sarebbe bastato questo per ridurre il numero dei processi e per far si che la vita di molti non venisse rovinata dalla magistratura.

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