Home Senza categoria Quale futuro per il governo?

Quale futuro per il governo?

by Freelance

Di Nicola Dente Gattola

Sin da subito l’esecutivo “giallorosso” si è caratterizzato per una minore conflittualità e per un’azione di governo meno esasperata verso l’esterno, sia pur con margini di manovra estremamente limitati per via delle differenze di programmi non risolte e non poteva essere diverso tra il PD e i 5 Stelle o com’era in precedenza tra i pentastellati e lega.

Chiaro che fino a qualche settimana fa, si riteneva che questo esecutivo non avesse vita lunga e fosse destinato dopo il referendum ad esaurire la sua parabola, sotto anche il “fuoco amico” di Matteo Renzi ed il cannoneggiamento di Matteo Salvini.

Poi è sopraggiunta l’emergenza sanitaria per il coronavirus, che inevitabilmente ha sconvolto il quadro politico, per prima cosa il referendum e le elezioni regionali sono state spostate a data da destinarsi e ciò ha tolto dal tavolo due grossi problemi per l’esecutivo.

In primo luogo con la probabile riduzione dei parlamentari (difficile una vittoria del no) le camere di fatto si sarebbero trovate delegittimate, poiché composte in parte da deputati e senatori che comunque non sarebbero più stati presenti in aula in futuro ed in secondo luogo alle regionali i 5 stelle con ogni probabilità avrebbero subito una netta sconfitta, che inevitabilmente avrebbe avuto delle conseguenze sulla tenuta dell’esecutivo.

Non dimentichiamo poi la nuova legge finanziaria, ragion per cui è ragionevole ritenere che Conte abbia almeno un anno davanti a se o anche di più, anche perché nessuna forza politica penserebbe ad elezioni in questo momento (difficile giustificarle agli elettori); ne tanto meno sono ipotizzabili differenti maggioranze sia per motivi di opportunità o per mancanza dei numeri in parlamento.

Certo, se la maggioranza puntasse solo a sopravvivere sarebbe destinata a logorare i suoi azionisti, che pagherebbero pegno alle urne, creando una situazione di stallo: molto meglio cercare di riformare le regole del “gioco” varando una nuova legge elettorale che assicuri una reale governabilità al vincitore delle elezioni, proporzionale o maggioritario che sia.

Soprattutto sarebbe auspicabile un rinnovato coraggio con l’abolizione delle liste bloccate, che tanto danno provoca alla nostra democrazia e stanno fomentando sempre di più un distacco dalla politica, vera benzina del populismo. La speranza è l’ultima a morire…

Potrebbe interessarti

Lascia un commento