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Pensioni: Il governo all’opera per rimpiazzare “Quota 100” e “Riforma Fornero”

by Freelance

Di Mirko Fallacia

L’Italia prevede di rendere più facile il pensionamento per gruppi selezionati di persone che hanno raggiunto i 62 o 63 anni nel tentativo di sostituire il programma di prepensionamento in scadenza quest’anno.

Gli alti costi delle pensioni rendono difficile per l’Italia finanziare investimenti in altre aree o tagliare il suo debito pubblico, che è il secondo più alto dell’Unione Europea.

Con una delle popolazioni più antiche del mondo, l’Italia spende per le pensioni più di qualsiasi altro paese dell’UE ad eccezione della Grecia, secondo i dati di Eurostat. Mentre per quanto riguarda la spesa per l’istruzione, il nostro Paese, è tra gli ultimi della classifica.

Promosso nel 2018 dal partito di destra della Lega, membro dell’amministrazione di unità nazionale del presidente del Consiglio Mario Draghi, l’attuale schema “quota 100” consente alle persone di andare in pensione se hanno versato 38 anni di contributi e hanno almeno 62 anni.

Ma a partire da gennaio 2022, l’Italia dovrebbe tornare a un sistema impopolare in base al quale sarà consentito il pensionamento dall’età di 67 anni, uno schema messo in atto nel 2011 dall’allora premier Monti e dalla Ministra Fornero per tagliare la spesa al culmine della crisi dei debiti sovrani.

Per attutire il cambiamento, però, il governo Draghi prevede di espandere alcune opzioni di prepensionamento sottoutilizzate che consentono a disoccupati, disabili, badanti e lavoratori il cui lavoro è classificato come “faticoso” di andare in pensione all’età di 63 anni, hanno affermato tre fonti del governo.

Il Tesoro mira a stabilire criteri che ampliano la gamma di persone che rientrano in queste categorie, hanno aggiunto.

Un’altra misura in discussione è quella di lasciare che gruppi specifici di lavoratori vadano in pensione se hanno almeno 62 anni, ma in un regime più severo di “quota 100” e solo se accettano un’indennità mensile inferiore rispetto a “quota 100”, hanno affermato le fonti.

Il piano complessivo, ancora da finalizzare mentre continuano i colloqui tra i ministeri, dovrebbe costare più di 2 miliardi di euro e farà parte del budget 2022 che sarà presentato al parlamento entro il 20 ottobre.

Il Tesoro ha stimato che la “quota 100” ha portato la spesa pensionistica al 17% della produzione nazionale nel 2020, un record assoluto.

Il periodo dal 2020 al 2021 ha visto un tasso di crescita medio annuo della spesa pensionistica superiore a quello precedente, del 2011.

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