Il dado è tratto e la stretta è scattata; è davvero questa l’ultima mossa disperata del governo per evitare l’avvento di un secondo lockdown. Se dovessimo arrivare a tanto sarebbe una sconfitta per tutti.
Da oggi, le categorie più martoriate da questo coronavirus, bar e ristoranti verranno chiusi dalle 18, stop a palestre, piscine, teatri e la didattica a distanza alle superiori sarà oltre il 75%.
Sono queste le mosse del governo, precauzione e assistenzialismo, con un debito verso la caduta libera, non so questo quanto possa giovare. Ma Conte non si ferma e convoca per mercoledì un vertice con i sindacati, mentre, nella giornata di oggi, sarà previsto un Consiglio dei ministri sulle misure economiche di sostegno alle categorie danneggiate dalle nuove norme.
Come se questo bastasse; si sapeva del ritorno del virus e non potevamo permetterci una chiusura forzata. Ma la domanda di tutti gli italiani e dei proprietari delle categorie intaccate è: non si poteva fare meglio per permettere a tutti di lavorare in sicurezza e continuità? Questa gente ha una dignità e nutre il bisogno di lavorare e prosperare, come può un governo ignorare il loro grido disperato? Inoltre, l’opposizione che oggi mette alla gogna il governo, dopo che quest’estate invocava riapertura e abolizioni delle restrizioni, crede davvero di essere dalla parte del giusto??
Ma il premier parla di “indennizzi già pronti”, come se i soldi caschino dagli alberi. Facinorosi e teste calde aspettano solo il là per unirsi al fianco di questa gente arrabbiata per giustificare il loro “S-FASCISMO” insensato, e così, gente che grida aiuto in maniera pacifica non viene ascoltata per colpa di qualche teppistello da marciapiede.
In diverse città di Italia, prima a Napoli e poi a Roma, si sono consumate manifestazioni, degenerate in guerriglia urbana per colpa di qualche delinquente. Oggi, sono previste manifestazioni anche a Milano e Torino.
Il credo di Conte
Mentre Regioni e sindaci si dicono insoddisfatti, Conte prosegue per la sua strada e se questo servisse a scongiurare un nuovo lockdown, riuscirebbe nel suo intento.
Così dice: “Gli ultimi dati epidemiologici non ci possono lasciare indifferenti. L’indice Rt ha raggiunto la soglia critica di 1,5. Se non stringiamo ora non ne veniamo a capo. L’obiettivo non è azzerare la curva del contagio ma tenerla sotto controllo” avverte il premier. “Quello che ci ha spinto ad intervenire così a breve sono stati i dati elaborati venerdì dal Comitato Tecnico Scientifico”.
“L’elevato numero di positivi al Covid ha superato le 20mila persone al giorno – prosegue – Vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica in modo da scongiurare un altro lockdodwn, il paese non se lo può permettere. Dobbiamo proteggere insieme salute ed economia. Di qui la necessità di introdurre nuove misure che entreranno in vigore, fino al 24 novembre”.
Poi aggiunge: “Non abbiamo introdotto il coprifuoco, è una parola che non amiamo, ma raccomandiamo di non muoversi se non per motivi di salute, studio e lavoro”.
Natale
“Se tutti rispettassimo queste nuove regole a novembre potremo controllare la curva dei contagi a guardare con più serenità al Natale”, spiega il premier. “Il virus corre molto e dunque noi dobbiamo essere pronti e flessibili a intervenire. Ma non possiamo imputare al governo di essersi distratto e aver abbassato la soglia di attenzione: ricordo che prima dell’estate tutti, anche l’opinione pubblica, pensavano di aver passato la pandemia mentre il governo ha chiesto la proroga dello stato di emergenza ha detto che non potevamo abbassare la guardia e ha continuato a comprare mascherine e respiratori” sottolinea il premier.
Ma è proprio qui che sta l’errore mio caro premier, un leader degno del suo nome quando vede che l’opinione pubblica, magari perché mossa dall’opposizione, cerca di imporre una sua volontà, il giusto leader si oppone con dati alla mano e con pareri di esperti mettendo a tacere opinione pubblica e opposizione. Ma così non è stato, e per colpa di un’opposizione e un’opinione pubblica superficiale, il signor Conte ha ceduto di schianto e ci siamo ritrovati vicini ad un secondo lockdown.
Indennizzi: “Ricchi premi e cotillon”
“Non vogliamo penalizzare direttamente il tessuto produttivo economico. Sono pronti indennizzi per chi verrà penalizzato da queste nuove norme. I ristori arriveranno direttamente sui conti correnti bancari attraverso l’Agenzia delle entrate – spiega il presidente del Consiglio – Ci sarà credito di imposta per affitto commerciale per i mesi di ottobre e novembre, verrà cancellata la seconda rata Imu dovuta per il 16 dicembre, confermata la cassa integrazione e una nuova indennità mensile per gli stagionali di turismo, spettacolo, lavori intermittenti dello sport. Offriremo una ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di sostegno per la filiera agro-alimentare. Se tutti rispettiamo le regole in questo mese di novembre, a dicembre potremmo rallentare” prosegue il premier, “già da martedì c’è la volontà di andare in Gazzetta Ufficiale”.
“Grazie all’aiuto dei ministri Gualtieri e Patuanelli-prosegue Conte – riusciremo a garantire gli indennizzi con le risorse attuali e non ci saranno scostamenti di bilancio”.
Gli indennizzi arriveranno direttamente con un bonifico da parte dell’Agenzia delle Entrate. Entro l’11 novembre, dice il ministro dell’Economia Gualtieri, si tratta di 300-350 mila aziende, e “la quota sarà superiore a quella dell’altra volta”.
Il premier ha promesso alle categorie interessate un incontro al più presto, lo ha garantito anche alla presidente di Confesercenti, per questo motivo ha incontrato una delegazione di ristoratori che stavano protestando davanti palazzo Chigi.
L’appello del premier
“Questo è un momento complesso, c’è tanta stanchezza nel Paese: viviamo una pandemia che crea rabbia e frustrazione e che sta creando anche diseguaglianze nuove a quelle già esistenti”, osserva il presidente del Consiglio, “dobbiamo agire adesso” per salvaguardare il Natale.
La situazione con le Regioni
“Con le Regioni c’é stato un lungo confronto, ci siamo ritrovati con proposte diverse su chiusure bar e ristoranti. Ma fino a qui, abbiamo lasciato alle regioni la possibilità di adottare ordinanze, abbiamo perseguito strategie con misure restrittive in aree critiche. Ma i dati che stiamo esaminando dimostrano che la pandemia sta correndo in modo uniforme. Di qui l’intervento del governo a ridefinire un quadro restrittivo fermo restando che potremo continuare nei prossimi giorni di concordare con le Regioni misure ancora più restrittive”.
“I dati che stiamo esaminando dicono che la pandemia sta correndo in maniera uniforme e critica in tutta Italia. Di qui l’intervento del governo a ridefinire quadro di misure restrittive. E potremo già nei prossimi giorni lasciare alle Regioni di concordare con noi misure più restrittive” aggiunge il premier.
“Nessuno spazio per i professionisti del disordine”
Le proteste ci sono e “ci mancherebbe: se fossi dall’altra parte anche io proverei rabbia contro le misure del governo, anche se direi di aspettare e vedere se il sostegno economico sarà cospicuo”. Ma bisogna stare attenti “perché non dobbiamo offrire ai professionisti della protesta e dei disordini sociali di avere spazio” risponde Conte ai cronisti. E aggiunge: “Ci sono gruppi di antagonisti, anche un po’ professionisti, che cercano di alimentare la protesta. Mi dicono che ci fossero semplici cittadini, ma occhio alle infiltrazioni”.
Si conclude così il discorso di Conte. Sapeva del ritorno del virus e che non potevamo permetterci una seconda chiusura forzata, ma, per timore di incorrere in un giudizio troppo negativo dell’opinione pubblica non ha avuto il coraggio di fare scelte determinanti.
E comunque, eccezion fatta per Forza Italia che ha mantenuto un certo rigore, l’opposizione che oggi inneggia allo scandalo mostra il suo vero volto; che cosa hanno fatto per fermare realmente la recrudescenza? Un beneamato cavolo! Girovagando di qua e di la a cercare consensi per le varie Regioni, continuando a raccontare una realtà che la gente vuole sentire senza una minimo piano d’azione, chiedendo riaperture, elezioni e manifestazioni, di sicuro, hanno dato una grossa mano alla diffusione del virus, quasi fosse questo il loro vero intento. Questa è l’opposizione! Superficialità e anarchia regnano sovrane, e oggi non venissero a raccontare una realtà che tutti noi conosciamo.
Ma ora basta puntare il dito, è inutile piangere sul latte versato, osserviamo l’evoluzione degli eventi con occhio molto più critico; ma, ciò che è certo è che non sono più concessi fallimenti.
