Home Attualità Nordio e Tajani sbugiardano Giorgia Meloni sul blocco navale

Nordio e Tajani sbugiardano Giorgia Meloni sul blocco navale

by Romano Franco

“Noi vogliamo che si rispettino le regole: no all’immigrazione illegale. Ma il problema non è solo di polizia o di ordine pubblico: l’immigrazione deve essere affrontata a livello strategico. Serve un piano Marshall per l’Africa: lotta al cambiamento climatico, infrastrutture… Se non facciamo una politica strategica rischiamo di giocare solo una partita in difesa, dove non si potrà fermare un flusso di milioni di persone che si spostano per sopravvivere. Il blocco navale è difficile farlo a livello giuridico. Una forza che si candida a governare deve avere una visione dei rapporti con l’Africa e della politica migratoria”, dice Antonio Tajani, leader di Forza Italia in conferenza stampa. “Noi siamo cristiani e non vogliamo che le persone muoiano in mare”, ha aggiunto.

Al contrario di quanto dice Tajani, Giorgia Meloni, al contrario aveva detto: “Blocco navale subito”. Ma a smentirla è lo stesso candidato di Fratelli d’Italia, Carlo Nordio.

L’ex magistrato smonta il castello di carte accalappia voti costruito dalla Meloni e torna con i piedi per terra dicendo che “il blocco navale è un’espressione politica. Durante le elezioni si usano queste affermazioni impattanti”.

Insomma, la solita balla per attirare l’attenzione e farsi votare, secondo Nordio. “Il blocco navale inteso come cintura di navi da guerra nel Mediterraneo è impraticabile”, evidenzia il candidato di Fratelli d’Italia.

Poi difendendo la sua leader dice: “Ma non è questo che intende Meloni. Sull’immigrazione irregolare noi abbiamo ancora la legge Turco-Napolitano poi modificata dalla Bossi-Fini, ed è stata promulgata più di vent’anni fa con ministro dell’Interno Napolitano e l’onorevole Turco che era alle Pari opportunità”.

I principi erano: “In Italia entri solo con un permesso, se entri senza permesso e sei sorpreso vieni espulso, se dopo l’espulsione non te ne vai finisci in prigione. Questa legge io l’ho applicata per anni, quindi la conosco”.

Ma con le carceri piene e con gli immigrati che arrivano senza documenti l’impresa pare più ardua di quanto l’estrema destra voglia far credere.

Tuttavia Nordio aggiunge: “Blocco o non blocco navale la soluzione è mettersi d’accordo con gli Stati rivieraschi, perché è lì che avviene la selezione di quelli che partono”.

Peccato che il populismo di Nordio e Meloni ignora in maniera evidente le crisi nei paesi del Maghreb. Una situazione politica che non si è mai più ripristinata dalla primavera araba e che hanno destabilizzato la regione rendendola una zona quasi senza leggi.

“Parlo a favore di un altro schieramento. Quando c’era Minniti questa cosa è stata fatta bene”, dice Nordio. Ma a quei tempi si poteva trattare con un dittatore alla volta e non con dieci.

Poi, il magistrato si scatena e esterna la sua filosofia del fine che giustifica i mezzi e dice: “Naturalmente devi agire con attenzione, non sempre alla luce del sole. La politica è fatta anche di compromessi occulti. Non si guarda all’etica ma al bene collettivo”.

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