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Lettera aperta ai lettori

by Vittorio Lussana
Vittorio Lussana Direttore A.Live

Dal 27 maggio ultimo scorso, il Registro stampa del Tribunale civile di Roma ha iscritto il mio nome in qualità di nuovo direttore responsabile di ‘A.Live’, che invitiamo sin da ora a chiamare: ‘Avantilive’ (www.avanti.live). E’ vero: proprio in questi giorni l’amico Claudio Martelli si è inventato un quindicinale, recuperando la vecchia testata storica de l’Avanti! mentre sull’altro fronte, l’altrettanto amico Mauro Del Bue dirige splendidamente l’Avantionline.it, organo telematico del Partito socialista italiano.

Tutto ciò non significa che ci siamo mandati tutti quanti a ‘quel paese’ e che ognuno di noi abbia messo in campo uno spazio per confondere il lavoro degli altri. Al contrario, una testata che diviene ‘trina’ rende perfettamente l’idea di un’area politica, quella laico-socialista e rifomista, che ancora oggi continua a dare grandi segnali di coerenza e vitalità. Se un preciso e ben determinato alveo culturale continua a consegnare all’opinione pubblica il proprio certificato di ‘esistenza in vita’, ciò significa ben più di qualcosa.

E cioè che, nonostante tutto quel che è accaduto da queste parti, la funzione di un Partito socialista e di un’area che sappia svolgere un ruolo di ‘cerniera’ nel sistema democratico e parlamentare italiano, rimane fondamentale per la tenuta stessa del Paese. Insomma, s’intende insistere sulla questione socialista, riequilibrando molte cose. E intendiamo farlo attraverso la produzione di notizie, analisi e approfondimenti; per partecipare, anche se non sempre saremo ascoltati, al dibattito politico contingente con organi di informazione più snelli e veloci, secondo quanto richiede la comunicazione dei giorni nostri; per riproporre la questione, assolutamente fondata, di una serie di dottrine politiche dotate di radici storiche e culturali autentiche, che non possono essere superate da movimentismi di opinione o di mera protesta, talmente sradicati dal nostro percorso storico da generare uno ‘scollamento’ continuo – e sempre più profondo – fra Stato-governo e Stato-comunità; per chiarire, anche a sinistra, che è ora di fare un discorso ben più serio rispetto a questi ultimi decenni, in particolare sull’archiviazione e il superamento di molti rancori, al fine di provare a formare un’area riformista, socialdemocratica e umanitaria che possa, finalmente, convincere gli ​italiani in merito alla bontà di un orizzonte di riforme e di modernizzazione rinnovato e credibile, tornando a trattare la politica in quanto scienza e non come una sorta di ‘Olimpiade’ delle ‘fake news’ e dell’improvvisazione.

L’area laica, socialista e riformista intende giocarsi, ancora una volta, le proprie carte. Tutto è sempre nato da qui: dal decadentismo ‘d’annunziano’ al ‘mussolinismo’ rivoluzionario; dal riformismo ‘turatiano’ all’intellettualismo scientifico di Antonio Gramsci; dall’elegante visione socialdemocratica di Giuseppe Saragat alla profezia socialista e liberale dei fratelli Rosselli; dall’ideologismo dimostrativo di Riccardo Lombardi all’autonomismo di Pietro Nenni e Bettino Craxi. A dimostrazione che il solo e unico ‘nocciolo’ realmente progressista di questo Paese risiede, precisamente ed esattamente, in quest’area, che non solo non ha mai interrotto la millenaria corrente culturale della Storia, ma ha sempre saputo rinnovarla e inverarla nel cuore degli italiani.

Sì, tutto ciò che è stato, con noi è Stato. E tutto ciò che è, nascerà sempre da noi. Buon lavoro a tutti. E un sincero ringraziamento al fraterno amico Bobo Craxi, per la fiducia accordatami. Per l’ennesima volta.

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