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Le riforme contro il rischio della restaurazione

by Bobo Craxi

Qualche riflessione sulla giornata politica di ieri e sulla risposta democratica che è stata offerta l’indomani dell’inaccettabile assalto alla sede della Cgil che ha già prodotto delle conseguenze di carattere giudiziario.

Dalla manifestazione dell’altro giorno emerge chiaramente che aldilà delle doverose preoccupazioni sull’insorgenza estremistica che ha un segno preciso, ci troviamo ad affrontare con evidenza il fatto che siamo lontani dalla normalizzazione del paese post-pandemia.

E non si tratta soltanto della Vexata quaestio legata alle procedure di tutela e difesa dal contagio. La strumentale polemica che vuole convincere che il passaporto sanitario sia una forma odiosa di privazione della libertà, che la medicina endovena sia una pericolosa forma di controllo sociale e altri argomenti astrusi di questo tipo.

Siamo di fronte con evidenza al fatto che il mondo del lavoro alla ripresa autunnale é messo di fronte ad un bilancio molto serio, circa le perdite che si sono avute durante il periodo pandemico e che ancora, inevitabilmente, nonostante la crescita economica denunciata dei numeri, vi sia una disomogeneità di ridistribuzione della ricchezza e che molte categorie, in particolare nel meridione, giovani e donne soprattutto, sono state colpite dalla crisi e sono i soggetti più debole e più a rischio.

Qui sta la protesta sociale, raccolta in modo disordinato da una piazza che aveva slogan e parole d’ordine esclusivamente antisistema, ma fatte proprie anche dal lucido intervento di Maurizio Landini, provato dalle vicende che hanno riguardato la sua organizzazione, che ha cercato di tracciare una piattaforma sindacale ed anche politica per superare l’impasse di questo momento.

Non è con il solo riferimento al pericolo dell’insorgenza autoritaria, che pure esiste, che allontaniamo il rischio della restaurazione.

Essa appare l’obiettivo politico delle destre in Europa, impressionante da questo punto di vista è la partecipazione di Giorgia Meloni al meeting di Vox il partito dell’ultra destra spagnola, integralista, cattolico e nazionalista che rivendica la continuità con la parentesi della dittatura franchista.

Per la restaurazione l’obiettivo è quello di festeggiare il 100º anniversario della marcia su Roma, il 28 ottobre del 2022 come grande appuntamento popolare di ribellione nei confronti degli establishment europei ed anche nostrani. La vigilanza che viene richiesta non può limitarsi ad un antifascismo d’Antan.

Non è con la strategia degli opposti estremismi che si contrasta questa insorgenza antidemocratica che si avvale di slogan tanto odiosi quanto fondati su un disagio reale della società italiana.

Le risposte più efficaci restano come sempre le riforme, senza un’accelerazione del governo sulle riforme esso si trasformerebbe in un bersaglio facile, paralizzato dalle sue evidentissime contraddizioni avendo nel suo seno gli stessi miasmi politici e sociali che hanno provocato l’assalto alla CGIL.

Chi ha vellicato per troppo tempo i sentimenti anti-governativi per la politica di contrasto alla pandemia, chi ha svolto addirittura campagne elettorali attaccando frontalmente i sindacati non poteva che trovare nell’estremismo politico il braccio operativo contundente attraverso il quale esplicare queste teorie politiche.

E’ sbagliato pensare che le piazze che da qualche settimana protestano siano un’appendice di Forza Nuova, ovvero l’ultra destra che rivendica la continuità con il fascismo.

Tuttavia siamo in presenza di un fenomeno che non potrà che essere contenuto accelerando processi di riforma, concretizzando una politica economica che nell’espansione soddisfi il numero più largo possibile di categorie colpite dalla crisi a che metta le radici e per una stabilità duratura dei processi economici sintonizzandosi con i Paesi che sono riusciti, a differenza di noi, a contenere la protesta popolare post-pandemica e ad allontanare le restaurazioni che sono dietro l’angolo.

Se il populismo generico non godeva di una piattaforma politica ed ideologica, oggi, la destra sovranista riconoscendosi nell’antica radice rivoluzionaria che fu propria del fascismo rigenera l’illusione della sua attualità che si invera attraverso l’abbattimento dei sistemi democratici attraverso processi di omologazione autoritaria.

Per questo è necessario vigilare non al fine di custodire l’esistente ma di riformarlo nella direzione del progresso e dell’equità sociale.

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