Home In evidenza Le famiglie italiane stringono la cinghia ed Eni fa incassi da record: 3 miliardi di euro in più rispetto al primo trimestre 2021

Le famiglie italiane stringono la cinghia ed Eni fa incassi da record: 3 miliardi di euro in più rispetto al primo trimestre 2021

by Romano Franco

Mentre i cittadini stanno affrontando una crisi del gas e dei rincari energetici c’è chi nel frattempo fa introiti esorbitanti.

L’aumento dei prezzi ha generato all’Eni utili da capogiro. I numeri, in effetti, sono vergognosi considerando che gran parte delle famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese.

Il gruppo, controllato al 30% dal ministero del Tesoro, ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile prima delle tasse di 5,19 miliardi di euro, il quadruplo rispetto allo stesso trimestre del 2021.

Il guadagno al netto è stato di 3,27 miliardi con una crescita di 3 miliardi rispetto al primo trimestre 2021. Ma la situazione davvero spiacevole e impossibile da ignorare è il fatto che una società, in parte pubblica, abbia fatto i propri profitti dalle difficoltà dei cittadini italiani.

Le società del settore energetico beneficiano degli aumenti di petrolio e gas favoriti dalla guerra in Ucraina. Oggi un barile di greggio si vende al 60% in più di un anno fa mentre il prezzo del gas è addirittura quintuplicato.

Quindi, nonostante i cali di produzione, le società del gas fanno sicuramente più guadagni vendendo meno prodotto.

Più che raddoppiato il flusso di cassa che sale da 1,3 a 3 miliardi di euro. La divisione che produce e commercializza gas e gas naturale liquefatto ha segnato un utile di quasi un miliardo di euro a fronte di una perdita di 30 milioni relativa allo scorso anno. L’indebitamento finanziario netto è 8,62 miliardi rispetto a 12,23 miliardi del primo trimestre 2021.

E mentre i ricchi se la ridono le famiglie italiane si impoveriscono.

La soluzione alla mano più immediata potrebbe essere quella di tassare gli extra-profitti realizzati dai grandi gruppi energetici che continuano a realizzare incassi stellari. Il prelievo del 10% non basta e dovrà essere aumentato. In questo modo verranno recuperate altre risorse che dovranno essere destinate ai soggetti più colpiti dai rincari. Ma si tratta di una goccia nel mare.

In una situazione normale Eni non avrebbe mai fatto così tanti introiti ed essendo una società che vive dalla spesa dei cittadini stessi, visto che senza famiglie, imprese e privati fallirebbe o non esisterebbe nemmeno; sarebbe più che giusto che quei profitti venissero destinati per far fronte al momento di crisi. Chi più ha più deve dare in questi momenti, a maggior ragione se si tratta di una partecipata.

Ma per il momento le famiglie italiane si stanno impoverendo sempre di più mentre gli azionisti di Eni, Enel, A2A ecc… fanno incassi da record. Dov’è l’uguaglianza e la giustizia sociale tanto decantata dalla “sinistra” ipocrita in questo frangente?

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