Home In evidenza Impariamo a rimetterci in piedi. La fiamma del socialismo non si estinguerà mai

Impariamo a rimetterci in piedi. La fiamma del socialismo non si estinguerà mai

by Romano Franco

La prima tranche delle comunali di Roma è terminata e, nonostante la sfida (Michetti-Gualtieri) per il Campidoglio sia tutt’altro che conclusa, alcuni partiti possono già iniziare a tirare le somme.

Il Psi alle comunali di Roma è riuscito a strappare lo 0,3%, classificandosi come ultimo partito a sostegno dell’ex ministro nel ruolo di sindaco.

Ora, per molti questo risultato potrebbe sembrare un premio da bicchiere mezzo pieno ma, guardando chiaramente la realtà, possiamo classificare questo evento come una Waterloo epocale.

Il socialismo e gli ideali sociali dilagano nel mondo e si affermano incontrastati, alle volte anche senza chiamare in causa i soliti Sholz, Sanders o Sanchez, anzi, capita molto spesso che alcune di queste imprese a favore delle parti dimenticate vengano messe a segno anche da individui lontani anni luce da quelli stessi ideali.

Si pensi a Donald Trump e alle risorse messe a disposizione per le classi meno abbienti durante l’emergenza Covid, si pensi alla riforma dei dazi che ha fatto rientrare fabbriche americane negli Usa e ha dato lavoro a molti cittadini, arricchendo, di fatto, la classe operaia.

Anche in Italia ci sono esempi di socialismo anche da chi non ci si aspetta. Si pensi a Salvini, quando chiede più case popolari, lavoro e pensioni minime più alte; si pensi alla Meloni quando chiede più democrazia, dopo che si sono avvicendati, su tre governi, due premier che gli italiani non hanno mai scelto; e, infine, si pensi ai cinquestelle, quando chiedono Reddito di cittadinanza e salario minimo.

Ma allora, dove sbagliamo noi socialisti? In tutte queste battaglie sociali elencate o il nostro nome non compare oppure compare poco.

Partire da quel 0,3%, a Roma, fa capire che siamo lontani anni luce dalla popolazione. Quindi, cosa manca per riuscire a rappresentare la popolazione?

Siamo diventati un po’ indolenti, ammettiamolo, e campiamo quasi di rendita da un po’. Non c’è stata nessuna indignazione quando sono stati sperperati denari pubblici per salvare banche, che hanno optato per il massimo profitto e rischio senza far caso alle conseguenze, che poi vengono svendute al miglior offerente.

Poca determinazione nel difendere quegli operai che, dall’alba al tramonto e tramite un messaggio, hanno perso il lavoro durante la pandemia.

Neanche un sibilo è stato emesso quando industrie e privati hanno fatto soldi a iosa grazie ad una pandemia che ci ha fatto sanguinare e che ha lasciato indietro i più poveri e sfortunati, andando fortemente a discapito di benessere sociale ed economia.

Il problema di questa sinistra è la lontananza, proprio, da quei cittadini che si sentono ignorati dal nostro sistema politico, evidenziata ancor più dalla scarsa adesione alle urne da parte delle periferie, oramai rassegnate.

Mentre, una parte di questi soggetti invece, si suddivide nei vari fan Club, dove si spera che i seguenti: Meloni, Salvini, Letta, Conte o Draghi possano essere gli uomini della provvidenza, mossi per rivoluzionare il tutto.

Ma nonostante le vane speranze, in molti ci provano e tutti falliscono! Comunque, ritornando al discorso di noi socialisti, la disfatta è difficile da digerire ma è inutile piangere sul latte versato e, inoltre, non è tutto finito, cari compagni! Il sentimento e la fiamma socialista non si estingueranno mai!

Perciò, con forza e coraggio, rimettiamoci in piedi e battiamo le piazze d’Italia per riuscire a capire le esigenze della popolazione e trovare le soluzioni più adeguate che non lascino indietro nessuno.

Inoltre, consiglierei ai “mostri sacri” della nostra storia di smettere di litigare su tutto e di far battaglie per stabilire chi sia il detentore di uno “stupido” simbolo, per quanto sacro possa essere. Bisogna rinnovare lo spirito di coesione!

Iniziare da una rivoluzione climatica che sia ad impatto zero e che sia pagata da chi può permetterselo, potrebbe essere un inizio; in aggiunta, servono investimenti pubblici a riguardo che diano lavoro nel settore elettrico, del riciclaggio e urge investire nelle nuove tecnologie e sull’innovazione tenendo conto sempre dell’ambiente.

Combattere per un salario minimo e per la tutela delle categorie fragili, che in questa pandemia sono state lasciate a loro stesse, si può! Basterebbe coinvolgere le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza, fornire loro uno stipendio adeguato e assumerli per aiutare tutte le parti sociali più in difficoltà, quali madri, anziani e malati.

Questa lettera è stata redatta non per giudicare o far polemica, ma per spronare. Tutti noi possiamo fare meglio.

E quindi, avanti amici, bisogna allargare il canale e diffondere il messaggio, sembra impossibile l’impresa, ma la storia ci insegna che con unione, coesione, passione e coraggio si può scuotere il mondo intero.

Sono queste le ricette che rendono grandi e unici gli ideali socialisti, che, checché ne dicano gli altri, rimangono i più esemplari e nobili che ci siano!

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1 comment

GUGLIELMO BRIGHI 7 Ottobre 2021 - 21:28

Caro Romano Franco, leggo la Tua amara delusione sui risultati socialisti di Roma! La Tua è una considerazione onesta, reale, schietta.
Lo sai come la penso, bisognerebbe cambiare in toto l’establishment del partito, i suoi vertici, la sua segreteria, la sua presidenza! A mio avviso se non si fa questo, i socialisti italiani avranno respiro corto! Come dico da parecchio tempo……il partito ……è partito da parecchio tempo! Per farlo ritornare bisogna parlare alla gente! Ma anche questo potrebbe non bastare! Sono cambiate anche le pance, non solo, gli stomaci! La ricetta , la panacea per uscire da questo pantano non è esclusiva di nessuno! Ecco che ci troviamo, come nella naturale storia del socialismo italiano, in un paradosso atroce: il socialismo sembra imporsi in Europa ma in Italia non ce ne siamo accorti! Invece no, ce ne siamo accorti benissimo e non facciamo nulla per reagire! Ecco perchè, come diceva Bartali a Coppi al ” Musichiere”….. “E’ tutto da rifare!!!!! Ecco perchè la Tua riflessione è davvero importante!

Fraterni saluti
Guglielmo Brighi

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