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I VAGITI DI RIBELLIONE GIOVANILE CHE PARLANO A TUTTA L’EUROPA

by Bobo Craxi

La rabbia per la carcerazione del rapper antagonista catalano Pablo Hasel ha prodotto in Spagna una rivolta generazionale che ha infiammato diverse città del paese in particolare Madrid e Barcellona. Queste manifestazioni sono la rappresentazione evidente di una disillusione per il futuro dei giovani e questa frustrazione per la mancanza di prospettiva incontra una ragione politica, la censura verso l’espressione musicale acida e mordace del rapper Hasel, quale pretesto per una protesta dura che mette a soqquadro le città, molesta le nottate e addirittura divide il governo spagnolo.

Mentre il Vice Presidente di Podemos Pablo Iglesias si è dimostrato indulgente verso la rivolta giovanile, protestando contro l’eccessiva risposta della polizia spagnola e catalana ( a Barcellona una ragazza ha perduto un occhio raggiunta da una pallottola di plastica sparata da un mossos ), il resto del Governo si è dimostrato fermo nel voler rispettare la legge e l’ordine pubblico e nel difendere l’azione dei magistrati che hanno applicato alla lettera la cosiddetta “Ley Mordaza” sulla sicurezza che punisce in modo esemplare non solo il vilipendio nei confronti del Re ma anche le espressioni verbali ritenute violente ( legge che recepì un ordine del giorno proprio della destra catalana oggi al fianco delle manifestazioni giovanili ).

Si mescolano diversi fattori in questa esplosione di rabbia giovanile che non riguarda solo e soltanto la peculiare situazione spagnola e catalana. E’ certamente vero che il recente voto amministrativo che ha registrato un’astensione record in particolare nei quartieri più debilitati della Catalogna segnala l’assenza di fiducia verso la politica in generale e la disillusione persino sulla prospettiva indipendentista ( il fronte ha perduto più di 600milavoti ), ma la questione generazionale parla a tutta l’Europa ed offre un quadro evidente dei rischi a cui sono esposte le grandi nazioni europee.

Ad agosto 2020 la disoccupazione era pari al 17,6%, ed è evidente che l’applicazione del Next Generation Eu deve essere rapido ed efficace. L’aumento della diseguaglianza generazionale già in crescita nei paesi OCSE ha subito un’accelerazione a causa della pandemia, i giovani appartenenti a famiglie più svantaggiate hanno risentito la perdita di passo, l’allontanamento dall’istruzione e la mancanza di una prospettiva occupazionale ha ingrossato le fila dei nuovi poveri ed il futuro buio sta spingendo nelle braccia dell’antagonismo anti-sistema, sia esso di destra che di sinistra, grandi strati della popolazione giovanile non più soltanto urbana.

Da qui il fenomeno impressionante e incontrollato delle “nuove destre” di impronta nazi-fascista e di orientamento xenofobo, così come il largo movimento anti-sistema che coglie dei pretesti politici per lanciare offensive contro il potere costituito.

Allo Stato questi fermenti si limitano alle manifestazioni di guerriglia urbana come è occorso anche in Italia nelle città di Firenze e Napoli per infrangere il coprifuoco in pandemia, ma il carattere sempre più partecipato e violento di queste manifestazioni configurano un problema sociale che non può essere soltanto considerato e trattato come una questione di ordine pubblico e di sicurezza, sarebbe un errore grave.

Molte personalità della cultura spagnola ( fra cui Almodovar e Javier Bardém ) si sono schierate a favore della liberazione di Pablo Hasél, Amnesty International ha promosso un manifesto che ha raccolto quasi un milione di firme, l’irriverenza e il tono violento delle invettive del rapper antagonista non trovano un sostegno complice ma sottolineano piuttosto quanto sia divenuto fragile il consenso verso l’istituzione monarchica, oggetto delle sue canzoni più contundenti, colpita dallo scandalo che ha coinvolto il Re emerito Juan Carlo che ha trovato riparo all’estero.

L’insieme di questioni politiche irrisolte (la crisi territoriale catalana), di crisi istituzionali latenti, del divampare in diseguaglianze economiche a causa della pandemia determinano le condizioni migliori per una tempesta perfetta che si trasforma in un movimento sessantottàrdo che rischia di non restare entro i soli confini della penisola iberica.

D’altronde lo spirito di costruzione delle unità nazionali e le solidarietà patriottiche in piena pandemia se non ottengono delle risposte concrete e convincenti rischiano di ridursi ad un mero esercizio retorico.

L’arte come sempre svolge il proprio ruolo di sensore della società, e quando gli Stati oppongono il loro volto autoritario alla libera espressione artistica censurando manifestano tutta la loro fragilità. I giovani non sopportano di sopravvivere in società che offrono solo una risposta di ordine securitario senza prospettive. Per questo la ribellione appare non una soluzione convincente ma una logica conseguenza dell’immobilismo conservatore ed egoista.

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