Di Nico Dente Gattola
Sono cronaca recente, di questi giorni, le manifestazioni di protesta inscenate a Napoli, nei confronti del Presidente della Regione Campania, per i suoi provvedimenti sempre più lesivi della libertà di spostamento e di vita delle persone.
Provvedimenti dettati, a giudizio di De Luca dai numeri della pandemia, con i contagiati che crescono di giorno in giorno e i reparti di terapia intensiva sempre più pieni, ma che hanno destato uno scontento sempre più evidente in larghe fasce della popolazione.
Eppure l’ex Sindaco di Salerno, era stato nella prima emergenza, uno dei politici più lucidi, capace di fornire risposte concrete ai bisogni della gente, assicurando a larghe fasce di cittadini un sostegno economico e cosa più importante riuscendo a contenere l’emergenza sanitaria con un grado di contagio tutto sommato contenuto, rispetto ad altre Regioni.
Insomma, un operato politico in grado di garantire al governatore uscente una trionfale rielezione.
Ma, che cosa è cambiato in poche settimane?
Considerato che l’inquilino di Palazzo Santa Lucia , è stato rieletto presidente della regione, con percentuali “ bulgare” ; di sicuro non è stato di aiuto la strategia comunicativa con dichiarazioni che in principio potevano anche trasmettere un senso di sicurezza, ma che hanno ingenerato, con il tempo un senso di fastidio in molti.
Infatti con la ripresa dei contagi, forse reso sicuro dal plebiscito elettorale e dal consenso ricevuto nella prima fase dell’emergenza, in un costante corto circuito con le istituzioni nazionali e con i comuni, De Luca, forse convinto a torto di rappresentare gli umori dei cittadini, proponeva come detto misure sempre più pesanti, sino all’idea di un secondo lockdovwn.
Proposte che lo stesso stato centrale, vista anche la situazione economica disastrosa, respingeva. A questo punto, è cronaca di questi giorni, la gente, soprattutto a Napoli, ma anche nel resto della Campania, scende spontaneamente in piazza per manifestare il proprio dissenso il quale, in breve tempo, si trasforma in guerriglia urbana.
Da più parti, si è addossato semplicemente la colpa degli scontri alla camorra, la quale al più probabilmente, ha semplicemente messo il cappello sui disordini, nel senso che quanto è successo nelle strade di Napoli in questi giorni, è in primo luogo figlio del disagio dei cittadini.
Cittadini che sono ormai stremati dall’acuirsi delle difficoltà economiche, alle quali la regione non può dare una risposta come contraltare alle misure repressive attuate, vuoi per mancanza di fondi o più semplicemente perché la materia non è di sua competenza.
Questa è la vera difficoltà, poiché Vincenzo De Luca ha preso una serie di decisioni senza considerare le conseguenze che ne derivano, ove invece se avesse atteso le decisioni dello stato centrale non si sarebbe intestato probabilmente la contestazione.
E’ indubbio che probabilmente nelle ultime settimane, nella gestione dell’emergenza, ha compiuto più di qualche errore poiché convinto a torto di avere i mezzi economici per imporre o meglio proporre un secondo lockdown addirittura su tutto il territorio nazionale.
I tempi della politica sono estremamente veloci e la parabola di Vincenzo De Luca, rischia di dover imboccare la fase discendente, travolto dalla gestione della seconda fase della pandemia.
