Home Attualità Aumentano le tensioni tra Palazzotto e Di Maio per il caso Regeni

Aumentano le tensioni tra Palazzotto e Di Maio per il caso Regeni

by Rosario Sorace

Il tema dei diritti umani viene esemplificato da un atteggiamento pilatesco. Tutto ciò è un fatto notorio. Infatti, anche di fronte al caso dell’atroce morte di Giulio Regeni le relazioni tra l’Egitto e l’Italia sono pressoché integre senza particolari motivo d’attrito.

Le autorità egiziane non hanno affatto collaborato e si rifiutano recisamente di estradare i responsabili della morte del nostro ricercatore.

L’Egitto non ha nessuna intenzione di collaborare e l’Italia sembra impotente di fronte a tale dolosa inerzia. La conferma che nessun passo in avanti si è fatto si è evidenziata in un’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni, dove, tra il presidente Erasmo Palazzotto ed il ministro degli Affari Esteri e per la Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, si è registrata una tensione palpabile.

Lo scontro si è spostato appunto su quello che Palazzotto ha definito con una precisa denuncia come “il processo abbastanza avanzato di normalizzazione dei rapporti, sia politici sia commerciali, tra Italia ed Egitto”.

“Io non vedo nessuna normalizzazione, mi dispiace” ha invece replicato abbastanza piccato Luigi Di Maio. In questa occasione il presidente della Commissione Palazzotto ha rivolto alcune domande al Ministero Di Maio.

“A parte il fatto che non è stato più convocato il ‘Business Council’ tra i due Paesi, dal 2018 abbiamo visto come si è sbloccata la vendita di armi verso l’Egitto, quali sono gli altri elementi che oggi rendono ancora critico questo rapporto?”.

A questa domanda ha risposto ancora Di Maio: “Dal 2019 ad oggi non ci sono state visite di Stato, gli incontri che ci sono stati hanno riguardato temi multilaterali come la Libia, la regione Mediterraneo e temi securitari – e ha affermato – se la misurazione della normalizzazione tra i due Paesi sono i rapporti commerciali non c’è in questo momento una regia italiana, come invece c’è con Tunisia, Marocco e Libia; per tutto il resto non ci sono iniziative congiunte Italia-Egitto né commerciali, né culturali”, conclude Di Maio.

0 comment
FacebookTwitterLinkedinWhatsapp

Potrebbe interessarti

Lascia un commento