Home DIRITTI CIVILI Ancora un morto sul lavoro, triturato dal trita rifiuti di una società pubblica multyservice

Ancora un morto sul lavoro, triturato dal trita rifiuti di una società pubblica multyservice

by Maurizio Ciotola

Ancora un morto sul lavoro, una morte tremenda quella di Ignazio Sessini, finito nel tritarifiuti dell’impianto gestito dalla Villaservice Spa di Villacidro, per cui lavorava.

Al turno notturno di lavoro nell’impianto di Villacidro, lavoravano solo due operai, con attività indipendenti l’uno dall’altro, per cui la scomparsa di Sessini è stata rilevata solo alla fine del turno, alle sei del mattino.

I carabinieri hanno trovato il suo corpo nel tritarifiuti. Ignazio aveva 56 anni, un’età per cui solo vent’anni fa si maturava già la pensione.

Sessini però svolgeva anche il lavoro notturno, assimilato per tipologia a un lavoro usurante, se compiuto per un certo numero di ore nell’arco dell’anno, secondo le astratte definizioni di legge.

Lavorava solo, come il suo collega con cui si erano visti giusto per un caffè, all’una di notte. Viveva con l’ansia del licenziamento, che logorava lui e logora ancora i suoi colleghi.

Villaservice è una spa con capitale interamente pubblico, in cui il comune di Villacidro detiene i 3/7 di proprietà, il comune di Sanluri 1/7, quello di Guspini 1/7, Gonnosfnadiga 1/7 e infine il comune di Arbus con un altro 1/7.

Villaservice Spa nel 2019, stante al bilancio di esercizio, ha gestito quasi ventisei milioni di euro con un utile netto di poco meno di due milioni di euro.

Una società pubblica perfettamente produttiva, che oltre a macinare milioni macina anche i suoi operatori, come è accaduto per Ignazio Sessini.

Non c’è stato alcun sobbalzo dei sindacati, che solo trent’anni fa avrebbero indetto uno sciopero, almeno locale se non di categoria o generale.

Del resto la proprietà pubblica, evidentemente politica, per quanto ampia sia da definirsi l’indipendenza della sua gestione, non lascia dubbio alcuno su quelli che sono, gli atteggiamenti dei politici stessi e dei sindacati.

Ma Ignazio Sessini, a soli 56 anni, un’amata figlia di dieci e la moglie adorata, è stato vittima di un incidente sul lavoro in cui ha perso la sua giovane vita, ancora oggi nel 2021.

I media e quanto la politica non sono più capaci e non hanno alcuna volontà, affinché questi fatti vengano portati all’attenzione di una popolazione inebriata da una inesistente crescita economica.

Perfino l’imparzialità della Banca d’Italia sembra genuflettersi di fronte a una gestione drogata dell’economia, in cui gli attori datoriali e quelli sociali, oltreché politici, pare abbiano trovato un ennesimo accordo, che non è una concertazione badate, ma una banale imposizione per smantellare ciò che rimane dei diritti dei lavoratori.

E del resto, non poteva che prendere questa piega il governo guidato da Mario Draghi, in cui i componenti politici essenziali per tenerlo in piedi, sono quelli di una destra estrema e liberticida.

Componenti politici di destra, Forza Italia, Lega e per alcuni versi Italia Viva, la cui marginalità pesa politicamente nella stessa misura in cui un elemento marginale incide in economia, ovvero determinando il risultato finale.

Oltre alle leggi in sé, è la cultura che incide sul comportamento delle persone, sulle gestioni aziendali, come in quelle politiche.

Ciò nonostante nell’impianto della società Villaservice Spa, pur non sapendo ancora se la legge non è stata rispettata, sembra alquanto evidente invece che, la cultura della sicurezza non costituisca l’anima dell’azienda.

Ciò che è accaduto non solo è incomprensibile in sé, come non lo è stata la manomissione dei freni della funivia del Mottarone o l’assenza di manutenzione del ponte Morandi o ancora, la manomissione del macchinario dell’impianto tessile a Prato, ma è ancor più inaccettabile perché avvenuto all’interno di una società interamente pubblica.

Ogni volta, ogni mese, più volte al mese, ci ritroviamo a scrivere dell’assenza di sicurezza nelle aziende e contare i morti sul lavoro, che non diminuiscono, ma crescono realmente e drammaticamente, non come i dati poco attendibili della Banca d’Italia sull’economia del Paese.

Un Paese civile è misurabile soprattutto dalla tipologia di investimenti e dalle garanzie sul lavoro, altresì la politica civile di un Paese, è riscontrabile da ciò che l’esecutivo e la sua maggioranza portano avanti in tal senso.

Ancora una volta ci troviamo di fronte all’assenza di una idea di Paese, per il suo futuro, che invece sembra sempre di più collimare con un passato devastante, in cui ancora vengono triturati diritti e innovazione, oltre agli esseri umani che lavorano.

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