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Nel dialogo con gli studenti della secondaria milanese “Mauri” il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, hanno collegato sport, scuola e futuro professionale. L’appuntamento, promosso da La Stampa insieme a RTL 102.5 e Corriere dello Sport, ha affrontato temi concreti: dalla lotta alla dispersione alle infrastrutture, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’orientamento scolastico.

Sport come leva contro la dispersione

Valditara ha spiegato che il ministero punta su **sport, teatro e musica** per riaccendere la motivazione degli studenti e contrastare l’abbandono scolastico. Secondo il ministro, il tasso di dispersione scolastica è sceso al 7,3% nel 2026 e, tra il 2023 e il 2026, oltre mezzo milione di giovani sono stati reinseriti o sottratti al fenomeno dell’abbandono.

Studenti in attività sportiva in palestra scolastica
Lo sport in palestra come strumento per contrastare la dispersione scolastica.

Nel suo intervento ha anche richiamato gli investimenti sull'edilizia scolastica: ai 300 milioni previsti dal Pnrr si sono aggiunti ulteriori 621 milioni di fondi nazionali e strutturali. «L’80% delle scuole italiane dispone di una palestra», ha detto Valditara, precisando che dove la palestra manca si lavora per creare convenzioni con centri sportivi locali. Ha inoltre ricordato la ripresa dei Giochi della Gioventù come strumento educativo.

Agonismo e studio: una conciliazione possibile

Gli studenti hanno chiesto a Binaghi se sia compatibile l’attività agonistica con l’impegno scolastico. Il presidente della Federtennis ha auspicato percorsi che mettano in relazione atleti e università, citando come esempio i campus statunitensi.

Ha portato un caso personale: suo figlio, «modesto giocatore di tennis», ha potuto conseguire una laurea negli Stati Uniti grazie a una borsa di studio sportiva. Per Binaghi, offrire opportunità analoghe in Italia aiuterebbe i giovani agonisti a completare il percorso formativo senza dover scegliere tra sport e studi.

Accessibilità del tennis e investimenti sugli impianti

Alla domanda se il tennis sia ancora uno sport per privilegiati, Binaghi ha risposto che il costo annuale non è molto distante da quello del calcio: uno studio commissionato dalla Federazione segnala un differenziale tra il 5 e il 10% in più all’anno.

La Federazione, ha aggiunto, si trova in una situazione economica positiva che consente di intervenire sugli impianti e di promuovere campi aperti e gratuiti, sul modello di quanto avviene per calcio e basket.

Intelligenza artificiale, orientamento e dialogo con i giovani

Il tema dell’innovazione tecnologica ha occupato una parte dell’incontro. Valditara ha annunciato l’invio di una lettera ai genitori a novembre per segnalare i percorsi scolastici che oggi offrono maggiori prospettive professionali.

Studente con zaino pesante e tablet in mano
Il peso degli zaini resta un problema nonostante l’uso dei tablet.

Ha inoltre ricordato il recente forum di Cernobbio, definito il «secondo forum mondiale su scuola e IA», che ha coinvolto oltre 7.000 studenti italiani e giovani provenienti da circa 40 Paesi. L’iniziativa è stata descritta come un’occasione di ascolto e confronto tra istituzioni e studenti.

Problemi pratici: zaini, libri e scelte editoriali

Un tema concreto sollevato dai ragazzi è stato il peso degli zaini, nonostante l’uso dei tablet. Valditara ha riconosciuto il problema e ha sottolineato la necessità di coinvolgere le case editrici: l’adozione di un unico volume per più anni di corso può portare a carichi inutili e va rivista.

Un racconto personale e la conclusione

In chiusura il ministro ha risposto anche a una domanda personale sul «piano B»: Valditara ha ricordato di essere diventato professore universitario a 31 anni e di aver sempre visto in quell’attività la propria strada. Ha narrato come la notizia della nomina a ministro gli sia arrivata in televisione, mentre stava preparando il rientro a Milano: «Ho disfatto la valigia e sono rimasto», ha detto, definendo un onore poter lavorare per la scuola italiana.

Tra il pubblico erano presenti anche Alberto Leonardis, presidente e CEO del Gruppo Sae, e Maurizio Molinari, direttore editoriale, che hanno ascoltato il confronto con gli studenti.

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