Mostra sommario Nascondi sommario
Il governo ha annunciato l’esenzione dal pagamento del bollo auto e moto per il 2027, una misura che ha colto di sorpresa anche alcuni ministri e apre dubbi sulle coperture. Il provvedimento vale circa 2,3 miliardi di euro e, secondo quanto comunicato, sarà finanziato con risparmi emersi nella rendicontazione dei progetti del Pnrr.
L’annuncio e la reazione interna
La cancellazione del bollo per il prossimo anno elettorale è stata presentata come un intervento mirato sui costi per i cittadini. Alcune indiscrezioni su possibili interventi fiscali circolavano già, ma la decisione ufficiale ha comunque sorpreso ministri e dirigenti interni.
Arrivato a Ciampino su una barella, Di Battista torna da Cuba dopo un’operazione
Francesco Ardini racconta Direzione pittura in un’intervista

Da dove arriveranno le risorse
Le risorse indicate per coprire la misura derivano da economie registrate nella fase di rendicontazione dei progetti Pnrr, somme che sarebbero state riversate nel bilancio dello Stato. Tra gli ambiti citati per questi risparmi compaiono infrastrutture locali come scuole, ospedali di prossimità e arredi.

In pratica, fondi inizialmente destinati a investimenti legati al piano di ripresa finiscono per essere riallocati su una misura fiscale nazionale. È questa la logica, per ora, del finanziamento.
I nodi per rendere la misura strutturale
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato l’intenzione di trasformare l’esenzione in una misura stabile. Ma è proprio nella fase di «stabilizzazione» che le criticità aumentano: trovare coperture permanenti per una spesa dell’ordine di miliardi comporta scelte di bilancio complesse.
Se al momento il gap si copre con risorse una tantum, sul lungo periodo saranno necessari tagli, riallocazioni o nuovi stanziamenti. Ogni opzione porta con sé impatti su altri capitoli di spesa pubblica e sulla politica fiscale generale.
Un paradosso europeo
L’operazione contiene anche un elemento di incongruenza. Fondi legati alla risposta europea e alla transizione green finiscono per sostenere un beneficio che riguarda veicoli privati, ossia una categoria associata a emissioni inquinanti.
Resta inoltre la domanda se i cosiddetti «Paesi frugali» dell’Unione europea solleveranno obiezioni sulla riconversione di risorse legate al Pnrr verso spese di natura diversa da quelle originariamente previste.
Nel complesso, l’annuncio ha creato consenso politico sul breve periodo ma apre più di un interrogativo sulle scelte di bilancio e sulle priorità degli investimenti pubblici nel medio termine.











