Fiom, gap salariale del 12% tra donne e uomini nelle metalmeccaniche italiane

Mostra sommario Nascondi sommario

Uno studio della Fiom-Cgil presentato ieri a Roma mostra che nelle industrie metalmeccaniche italiane le donne sono poco più di un quinto della forza lavoro e guadagnano in media il 12% in meno rispetto ai colleghi maschi. La ricerca analizza dati del biennio 2024-2025 raccolti in 1.315 imprese con oltre 50 dipendenti, per un totale di oltre 500mila lavoratori monitorati.

I dati di riferimento

La rilevazione copre un campione ampio del settore metalmeccanico nazionale. I numeri si riferiscono a 1.315 aziende con più di 50 addetti e considerano il periodo 2024-2025.

Grafico e fogli di dati su un tavolo che rappresentano l'analisi statistica del settore
La rilevazione copre 1.315 aziende e oltre 500mila lavoratori nel biennio 2024‑2025.

Nel complesso emerge una differenza retributiva media tra uomini e donne pari al 12%. Le donne costituiscono poco più del 20% della forza lavoro analizzata.

Premi e contratti: dove il divario aumenta

Lo studio segnala che la disparità si accentua soprattutto nella componente variabile della retribuzione. I premi erogati unilateralmente dalle aziende presentano un divario che raggiunge il 23,6%.

Busta paga e mani che scambiano un documento in fabbrica
I premi unilateralmente erogati mostrano un divario che arriva al 23,6%.

Al contrario, la presenza di forme di negoziazione collettiva mostra un effetto mitigante: la contrattazione collettiva contribuisce a ridurre il gap salariale, secondo quanto evidenziato dalla Fiom-Cgil.

Part-time e orari ridotti

Tra i fattori che pesano sul divario salariale lo studio indica le differenze nelle modalità di lavoro. Il ricorso al part-time e a orari ridotti coinvolge in misura maggiore le lavoratrici.

Queste scelte contrattuali, spesso legate a esigenze di conciliazione, si traducono in minori guadagni complessivi e contribuiscono al mantenimento della distanza retributiva rispetto ai colleghi uomini.

Che cosa mette in luce la ricerca

Nel complesso la ricerca della Fiom-Cgil mette in evidenza dinamiche diverse: una componente strutturale nella composizione della forza lavoro e elementi contrattuali che amplificano o attenuano le differenze retributive.

Il dato sulle erogazioni dei premi e l’effetto della contrattazione collettiva offrono indicazioni utili per chi valuta interventi mirati alla parità salariale nel settore.

Dai il tuo feedback

★★★★★

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Avanti live è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento