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Si è aperta a Roma la seconda giornata della festa nazionale dell’Udc, con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenuto in collegamento per parlare delle conseguenze dell’aumento dei tassi e delle proposte fiscali a favore dei giovani. Al centro del dibattito, che si chiude oggi al Crowne Plaza, la necessità di tenere sotto controllo il debito pubblico e di modulare misure mirate per famiglie, imprese e ceti medi.
La giornata al Crowne Plaza
La manifestazione è ripresa dopo la messa celebrata da monsignor Marco Malizia e il panel sul fisco. Al confronto partecipano, oltre a Giorgetti in collegamento, il suo vice Maurizio Leo e il vicesegretario dell’Udc Paolo Greco Lucchina.
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Nella manovra Giorgetti valuta una flat tax al 5% per i giovani
Il tema fiscale è stato posto al centro dei lavori, con attenzione particolare alle ricadute delle scelte della Bce e alle misure rivolte al ceto medio.
Effetti dell’aumento dei tassi
Giorgetti ha richiamato l’attenzione sugli impatti dell’ultimo giro di rialzi della Banca centrale europea, pensati per frenare l’inflazione. Secondo il ministro, le famiglie, le imprese e lo stesso Stato sopportano oggi oneri maggiori a causa dei costi del debito più elevati.

Per questo, ha detto, è fondamentale mantenere il controllo del debito e preservare la fiducia dei mercati e dei risparmiatori quando si collocano titoli di Stato.
Misure mirate per il ceto medio e i giovani
Il governo, ha spiegato Giorgetti, intende intervenire in modo selettivo per alleggerire la pressione fiscale su categorie ritenute strategiche. Il panel è dedicato al ceto medio, «importante non solo economicamente ma anche per la tenuta sociale e politica», ha osservato.

Nel discorso si è tornati più volte sul tema demografico e sulla necessità di sostenere i giovani. Giorgetti ha ricordato il precedente intervento che ha introdotto una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali e ha proposto di valutare la possibilità di estendere uno schema simile agli aumenti salariali destinati ai lavoratori giovani.
Questa ipotesi, ha precisato, richiederebbe la collaborazione delle imprese e l’impegno dell’Amministrazione finanziaria per definire i criteri di accesso all’agevolazione. «È uno dei tanti temi che affronteremo nelle prossime settimane», ha detto.
Verso la legge di bilancio: prudenza e priorità
Giorgetti ha definito la prossima manovra come «forse l'ultima legge finanziaria» per l’attuale ciclo politico e ha invitato a un approccio basato sulla responsabilità. Serve, ha spiegato, un inventario delle misure già in vigore per evitare sovrapposizioni e per riallocare risorse verso chi finora è stato trascurato.
Secondo il ministro, è necessario puntare allo sviluppo e a interventi mirati che accompagnino chi rischia di restare indietro, verificando l’efficacia delle politiche esistenti prima di introdurne di nuove.
Il bilancio dei quattro anni di governo
Giorgetti ha tracciato un bilancio dei governi degli ultimi quattro anni, rivendicando progressi nella gestione della finanza pubblica e un miglioramento dello standing internazionale senza ricorrere a politiche che ha definito di «austerità». Ha citato, tra i risultati, la riduzione del cuneo fiscale e gli incentivi alle imprese.
Allo stesso tempo, il ministro ha invitato a prendere in considerazione le sfide che emergono a livello globale e ha fissato come momento di verifica il 13 settembre, data in cui, ha detto, «facciamo il punto» sulle condizioni economiche e sulle scelte di politica fiscale.











