L’opposizione accusa la sostituzione di Rai Scuola con un canale sovranista

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Dal primo ottobre il canale digitale 57 cambierà volto: la storica rete educativa **Rai Scuola** perderà la propria trasmissione autonoma e al suo posto andrà in onda una nuova rete chiamata **Italiana**. La mossa ha subito scatenato polemiche politiche e una mobilitazione civica online.

Che cosa cambia sul canale 57

La direzione di viale Mazzini ha deciso di trasformare l’offerta sul numero 57 del digitale terrestre. Al posto di Rai Scuola, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi intende lanciare Italiana, una rete pensata per raccontare le realtà locali, culturali e produttive del paese.

I contenuti didattici e scientifici che finora caratterizzavano Rai Scuola non sparirebbero del tutto: secondo quanto comunicato dall’azienda, dovrebbero restare disponibili sulle piattaforme online, in particolare su RaiPlay. L’operazione però segna la fine della presenza autonoma della rete sul digitale terrestre.

La reazione delle opposizioni

La scelta ha subito ricevuto critiche di carattere politico. Barbara Floridia, ex presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha definito la chiusura come parte di una strategia più ampia attribuita al centrodestra per esercitare controllo sui palinsesti e sulle nomine aziendali.

Parlamentari in aula durante una discussione politica accesa.
La chiusura di Rai Scuola ha scatenato critiche dalle opposizioni.

Floridia ha ricondotto la decisione a un contesto di tensioni che include, a suo dire, l’attacco a inchieste giornalistiche e la recente riforma della governance, accusando la maggioranza di voler rendere la Rai «monocolore» prima delle prossime elezioni.

Il Pd chiede chiarimenti al governo

Il Partito Democratico ha formalizzato la protesta presentando un’interrogazione ai ministri competenti — quello delle Imprese e quello dell’Istruzione — per chiedere di garantire la permanenza del canale 57. Il primo firmatario, Stefano Graziano, ha sottolineato il ruolo che la rete ha avuto per oltre vent’anni nella diffusione di programmi su didattica, scienza e cultura, ricordando anche l’impegno durante la pandemia.

Critiche sul profilo editoriale di “Italiana” e mobilitazione pubblica

Non tutte le critiche riguardano soltanto la chiusura: alcuni esponenti politici, come Sandro Ruotolo, hanno definito Italiana un progetto con una marcata impronta identitaria e sovranista, avanzando dubbi sul profilo editoriale della nuova rete.

La decisione ha inoltre acceso una reazione dal basso. Una petizione su Change.org per chiedere il mantenimento di Rai Scuola ha raccolto oltre diecimila firme, segnale di una mobilitazione civica che chiede maggiori garanzie per i contenuti educativi e culturali sul servizio pubblico.

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