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Wildberries, il più grande marketplace russo, sta ripensando la sua rete logistica dopo una serie di attacchi con droni che hanno colpito decine di suoi magazzini. Per limitare i rischi l’azienda ha avviato piani per costruire nuovi hub in Kazakistan, con entrata in funzione prevista nel 2027.
La campagna di attacchi e le accuse reciproche
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Secondo fonti russe, le operazioni con droni contro i magazzini di Wildberries sono iniziate il 18 luglio e si sono intensificate nelle settimane successive. Entro il 3 agosto i siti presi di mira erano saliti a circa 18.

Kiev giustifica gli attacchi sostenendo che alcuni centri logistici avrebbero ospitato materiale a duplice uso, incluso equipaggiamento riconducibile alla catena di approvvigionamento militare russa. Mosca e la direzione di Wildberries respingono questa accusa e definiscono gli attacchi atti di terrorismo; anche la CEO Tatyana Kim ha usato tale termine.
Incendi, interventi e impatto operativo
Il 3 agosto un magazzino a est di Mosca è stato colpito e ha preso fuoco su un’area stimata in circa 100.000 metri quadrati. Il governatore regionale di Vladimir, Alexander Avdeyev, ha riferito che all’intervento hanno partecipato circa 200 vigili del fuoco.
Altri centri sono stati segnalati colpiti nelle regioni di Mosca (zona industriale di Chekhov), Tver e Samara: in alcune località i danni sono stati descritti come gravi o totali. Wildberries ha confermato le evacuazioni del personale e il dirottamento delle consegne verso altri depositi.
Danni economici e portata
Wildberries è un attore di grande rilievo per l’economia russa: il gruppo viene stimato intorno al 3% del Pil del Paese e lo scorso anno ha registrato un fatturato di circa 78 miliardi di dollari. Le perdite legate agli attacchi sono state valutate tra i 2 e i 3 miliardi di dollari.
In termini logistici, gli esperti citati nei rapporti parlano di una riduzione della capacità di stoccaggio complessiva della piattaforma tra il 6% e il 10%.
La strategia: nuovi hub in Kazakistan
Di fronte alla vulnerabilità della rete, Wildberries ha iniziato a cercare spazi logistici fuori dalla Russia. Il quotidiano Kommersant ha scritto il 29 luglio che il gruppo sta acquisendo superfici in Kazakistan per costruire nuovi magazzini.

Secondo il Ministro del Commercio e dell’Integrazione del Kazakistan, Arman Shakkaliev, i piani prevedono la realizzazione di hub ad Astana e Almaty con una superficie complessiva di circa 260.000 metri quadrati e una messa in funzione stimata per il primo trimestre del 2027.
- Spazio attualmente in affitto: ~46.000 m²
- Piani di costruzione: ~160.000 m² ad Almaty e ~100.000 m² ad Astana
La scelta riflette l’intento di rendere la logistica meno esposta a nuovi attacchi e di garantire continuità nelle consegne, pur mantenendo operazioni sul mercato russo.
Le implicazioni politiche
La campagna di strike contro la rete di Wildberries, definita da Kiev una strategia mirata a colpire obiettivi legati allo sforzo bellico russo, ha ridotto l’attività del gruppo di circa il 10% secondo le stime riportate. Per l’Ucraina, la pressione sui nodi logistici russi rientra in un obiettivo più ampio già dichiarato dal presidente Volodymyr Zelensky: esercitare pressione sul territorio russo stesso.
Resta da vedere se il trasferimento e la costruzione di hub in Kazakistan riusciranno a limitare l’impatto degli attacchi sulle operazioni a lungo termine. Per ora Wildberries continua a operare in Russia, ma sposta parte della sua rete per diminuire la vulnerabilità dei flussi logistici.











