Home Attualità Tre militari golpisti saranno estradati dal Cile in Italia

Tre militari golpisti saranno estradati dal Cile in Italia

by Rosario Sorace

Sono state autorizzate le richieste della Procura di Roma di arresto provvisorio di Rafael Francisco Ahumada Valderrama, Manuel Vasquez Chahuan e Orlando Moreno Basquez, che appartenevano all’esercito cileno durante la dittatura del generale Pinochet.

I magistrati italiani li accusano in particolare della sparizione di Juan Josè Montiglio, militante del Partito Socialista e di Omar Venturelli, sacerdote.

E così l’attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia ha firmato la richiesta di estradizione per questi tre ex militari cileni accusati dalla Procura di Roma della morte e della sparizione di cittadini di origine italiana.

E’ stata quindi inoltrata all’ambasciata italiana a Santiago del Cile tale richiesta e i tre sono stati già condannati con sentenza passata in giudicato.

Le accuse sono di omicidio plurimo e anche della sparizione di Juan Josè Montiglio e di Omar Venturelli, entrambi di origini italiane.

Montiglio era un militante socialista, studente di Biologia, che aveva ricoperto il ruolo di leader della “Guardia de Amigos del Presidente” (Gap), la scorta personale di Salvador Allende.

Venne arrestato lo stesso giorno del famigerato golpe, dell’11 settembre del 1973 e fu fucilato due giorni dopo, insieme ad altri collaboratori del presidente Allende, nel poligono di tiro a Peldehue. E’ stata possibile l’identificazione del giovane con il Dna di alcuni resti ossei ritrovati.

Omar Venturelli invece era un sacerdote che aveva guidato i mapuches, il popolo indigeno più numeroso del Sud America, nell’occupazione delle terre regalate ai coloni europei.

In seguito a questa sua azione dirompente era stato sospeso “a divinis” dal vescovo Bernardino Pinera. Era però diventato professore all’Università Cattolica 3 di Temuco e il 25 settembre del ’73 si era consegnato ai militari golpisti presso la caserma Tucapel.

I prigionieri che erano con lui lo ricordano fino al 10 ottobre del 1973 e dopo di che non si sono più avute notizie. Questi arresti giungono al termine di una maxi indagine della Procura di Roma, che è stata resa possibile con il sostegno del lavoro svolto dalla Onlus 24marzo.

In questa inchiesta sono finiti sotto accusa anche ex capi di Stato ed esponenti delle giunte militari e dei servizi segreti di Bolivia, Argentina, Cile, Uruguay e Perù, che oggi sono accusati del sequestro e dell’omicidio di 23 cittadini di origine italiana.

Proprio l’8 luglio sono diventate definitive altre condanne, per esponenti delle giunte militari e dei servizi di sicurezza di Paesi sudamericani che sono andati al potere tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80.

Ora i giudici della prima sezione penale della Cassazione hanno respinto i ricorsi presentati dai difensori accogliendo la richiesta del procuratore generale Pietro Gaeta.

Tra i condannati vi è anche Jorge Nestor Troccoli, ritenuto membro dell’intelligence uruguayana che fu legato al regime del suo Paese che, in questo momento, era l’unico residente in Italia ed è stato quindi arrestato dopo la sentenza.

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