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Piccoli “Salvini” crescono

by Romano Franco

E’ un Matteo Salvini europeista, motivato e maturo quello di oggi. Tutto ci porta a pensare che la magia Mario Draghi abbia sortito i suoi effetti. Infatti, il leader del Carroccio, al termine del suo incontro con l’ex presidente della Bce dice: “Usciamo sollevati dall’incontro c’è un impegno condiviso da Draghi di nessuna nuova tassa, nessuna patrimoniale, né aumento di Imu e tassazione dei risparmi”.

“Non guardiamo alle aliquote – dice il leader della Lega – si lavorerà per ridurre gradualmente le imposte. Sul tema del fisco abbiamo presentato la nostra idea di pace fiscale, Draghi si troverà 50 milioni di cartelle esattoriali in arrivo, la nostra proposta è ripetere la misura della pace fiscale, chiedendo pagamento di importo limitato, così le famiglie tornano a respirare. Quasi tutte sono sotto i 10 mila euro”.

“Mi basta l’impegno a tagliare le tasse – conclude il leader della Lega – pensiamo che si possano mettere insieme tre eccellenze, tre settori: turismo, moda e mobile, settori di eccellenza da mettere sotto una unica regia, un’unica competenza, sarebbe una cosa saggia. Noi siamo in Europa saldamente e convintamente per cambiare alcune regole che lo stesso Draghi ha riconosciuto non più adatte al nostro tempo. Non per cambiare gruppi”.

E’ un Homo novus Matteo Salvini, ma, è difficile far convergere le parole di oggi con le dichiarazioni passate. Il trasformismo di Salvini è noto a tutti, solo dieci giorni fa non credeva neanche nell’importanza del Recovery e, sentirlo dire che voterà a favore, ci lascia intendere quanto influisca l’effetto Draghi.

Infatti, da abile “felino” qual è, che riesce a sgattaiolare sempre anche dalle situazioni più imbarazzanti e impervie, Salvini si salva dicendo che questa è una nuova Europa e che l’Italia sarà protagonista; riuscendo a mitigare leggermente i mal di pancia di chi d’Europa non ne voleva proprio sentir parlare.

Andare da “padroni”, con l’ex presidente della Bce come comandante in campo, è un altro conto sicuramente. Un gran bel colpo di reni non c’è che dire, il leader del Carroccio ha spesso criticato il sistema europeo che è cresciuto tantissimo in questi ultimi mesi, non dal punto di vista degli Stati quanto degli organi, quali: Commissione, Europarlamento e Bce.

Ma la critica degli ultimi tempi di Salvini era ingiusta nei confronti di quell’Europa più matura. Era difficile non notarlo; il suo cambiamento era sotto gli occhi di tutti. Anche sotto gli occhi del leader della Lega che, nonostante la trasformazione degli organi, ha continuato a marciare sui problemi passati che venivano via via superati durante la pandemia.

Difficile credere che le dichiarazioni fatte oggi siano maturate negli ultimi giorni. E’ più facile pensare che la Lega di Salvini sia stata attratta ad inglobare tutti gli anti-europeisti d’Italia e al richiamo di Mario Draghi, orgoglio italiano, c’è stata una specie di chiamata alle armi alla quale il leader della Lega, con il suo “esaltato patriottismo”, non poteva esimersi.

 

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