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Giunta Solinas “sottrae” sei milioni all’anno alla Regione Sardegna

by Maurizio Ciotola

In una società in cui etica e educazione costituiscono la norma, non esistono momenti o periodi in cui è possibile accettare furti legalizzati dagli organi istituzionali.

In questa fase cruciale in cui un evento, che ha accelerato il cambiamento del paradigma economico e a causa dell’inerzia politica ha portato famiglie sul lastrico, possiamo definire eversivo aver istituzionalizzato un furto, mascherato attraverso incarichi assegnati su base fiduciaria.

La Regione Sardegna, una regione povera sul piano economico, in cui il Pil pro-capite è tra i più bassi del Paese, è riuscita a sottrarre ulteriori sei milioni di euro annui, per incarichi a sessantacinque nuove figure aggiunte alla Presidenza della Giunta.

Non stiamo parlando di una commissione di studio per il cambiamento richiesto dall’Europa, già anni luce distante dalle condizioni di arretratezza del Paese e di questa ottocentesca Regione.

La regione grava in una condizione di povertà da anni e che, grazie all’assenza di programmazione della precedente Presidenza, è ripiombata tra le regioni più povere dell’UE.

Siamo di fronte a dei veri e propri malfattori politici, che nel richiamare motti di rinnovamento e rinascita nella loro propaganda elettorale, proseguono imperterriti nel “mungere” le casse regionali, cui le attività dei cittadini hanno contribuito a riempire.

Proveniamo da cinque anni in cui la Sanità regionale è stata più o meno smantellata, per far posto a gestioni private, per le quali gli oneri devoluti dalla Regione sono ampiamente ridondanti, rispetto a quanto si potrebbe spendere in una gestione diretta e pubblica.

Tutto ristagna, galleggia a causa di un’inerzia sbalorditiva di questa Giunta sardo-leghista, che ha abbandonando a se stessa l’economia, facendola affondare insieme alle famiglie, oramai costrette a rivolgersi alla Caritas.

Certo con sei milioni all’anno non si può far molto, ma questo non giustifica la loro spesa, per essere sottratta a ulteriori azioni di sostegno, imprescindibili per il tessuto economico regionale allo stremo.

Vi è certo anche l’aspetto etico, di rispetto verso chi nel silenzio continua il suo lavoro per sostenere questo disastro economico e sociale.

Questa assenza di etica e educazione, di rispetto, in cui non ricade solo il Presidente Solinas, ma tutti coloro che hanno approvato questa vergognosa operazione, è oltraggiante.

Questa è una legge che nel contesto attuale assume le caratteristiche eversive di un regime assolutistico, indifferente al degrado sociale.

È una gestione istituzionale che combacia e si sovrappone con quella del malaffare, non originata dall’attuale Presidenza, ma la cui origine è per lo meno trentennale, senza alcuna soluzione di continuità.

Sappiamo anche però che, fino a quando in questa Regione a matrice assistenziale, il potere politico continuerà a distribuire le ingenti risorse regionali, attraverso spartizioni clientelari, nulla accadrà.

Fra qualche giorno anche dei sei milioni annui non ricorderemo più nulla, unitamente a quelli condivisi tra maggioranza e opposizione, di cui non si parla.

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