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De Luca vs de Magistris, due facce della stessa medaglia

by Freelance

Di Nico Dente Gattola

Nell’Italia, divisa dai conflitti istituzionali tra potere nazionale e istituzioni locali, vi è una realtà come la Campania, dove da anni è in corso un conflitto perenne tra le due principali realtà locali ovvero la Regione, governata da più di 5 anni da Vincenzo De Luca ed il Comune di Napoli, al cui vertice da quasi 10 anni siede l’ex PM Luigi de Magistris.

I due hanno sempre avuto un rapporto interpersonale difficile, nel quale nemmeno il galateo istituzionale riuscirebbe ad imporre un dialogo di cooperazione nell’interesse della città di Napoli, ed è così che si è giunti ad un così triste epilogo.

Già isolata dalle scelte del Sindaco che hanno portato ad uno scarso dialogo con il governo nazionale, di qualsiasi colore esso fosse, con l’avvento a Palazzo Santa Lucia di De Luca anche l’impegno e l’attenzione della regione sono profondamente cambiati, nei confronti della città capoluogo. Chiaro che le risorse sono sempre state corrisposte in questi anni di gestione regionale De Luca, ma non sono state indirizzate verso progetti condivisi e concordati e questo ha portato ad interventi spesso privi di reale efficacia, perché voluti dalla Regione in contrasto con il Comune oppure senza neppure consultare questo.

Scelte che alla fine hanno semplicemente penalizzato lo sviluppo e le prospettive di quella che è la principale metropoli del mezzogiorno d’Italia, laddove con un minino di collaborazione i risultati sarebbero stati ben diversi. Ma da cosa deriva questo grande astio capace di far passare in secondo piano qualsiasi regola di buon senso?

Di sicuro, anche se può sembrare esagerato dirlo, ma entrambi sono espressione della stessa medaglia, ovvero basano il loro consenso su una concezione della politica tutta fondata sulla persona, si potrebbe dire, ci si perdoni, populista. Sia l’ex Sindaco di Salerno che Luigi de Magistris non fondano le loro fortune politiche su di un partito politico ma hanno costruito un progetto in cui i partiti non sono essenziali: esemplificazione su scala regionale e comunale della mancanza in generale in Italia di un progetto politico cui si supplisce con una politica fatta sugli annunci e fondata sull’onda delle emozioni.

Questo perché anche il governatore è sostanzialmente ormai lontano dal PD, del quale potrebbe fare anche a meno, tant’è che alle ultime elezioni è stato affiancato da numerose liste civiche e sarebbe stato rieletto in ogni caso anche senza i dem.

Un governatore così non si era mai visto, attaccare l’esecutivo del suo partito sancisce l’arroganza di una persona pronta a tutto pur di trovare un capro espiatorio, ed è così che De Luca, tra una nefandezza e l’altra, cerca di sviare l’attenzione dei problemi legati alla sua Regione e al suo capoluogo cercando un colpevole che al di fuori della sua persona.

Che abbia in mente di minare la leadership di Zingaretti?

Assolutamente no, cerca solo di consolidare il suo consenso personale da spendere a livello locale. Il Sindaco di Napoli ha da anni risolto il problema, poiché governa senza un partito di riferimento e deve la sua rielezione fondamentalmente al consenso personale raggiunto in città senza alcuna appartenenza a movimenti o partiti nazionali.

Certo si può obiettare che il movimento da lui messo in piedi spieghi ciò, ma si tratta di un progetto politico, siamo chiari estremamente limitato a livello locale e che per quanto visto fino ad oggi, destinato a terminare con la conclusione della sua permanenza a Palazzo San Giacomo.

Siamo davanti a due personaggi politici che in realtà sono più simili di quanto sembri, che hanno le
medesime esigenze politiche.

L’esigenza di dover costantemente porre in rilievo la propria persona pena l’oblio e la fine della propria carriera politica comporta che sulla scena politica, possa esserci spazio per uno solo dei grandi duellanti.

Insomma Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca sono due facce della stessa medaglia entrambi espressione, su scala locale, della tendenza popolare della politica italiana, dare sempre più spazio alle persone e sempre meno alle idee innovative e di giusta prospettiva per il futuro.

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