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Conte firma il nuovo Dpcm. Regioni in cabina di regia

by Redazione

Nelle ultime ore il premier Conte ha firmato il nuovo Dpcm, l’ennesimo di una lunga serie. Le nuove restrizioni partiranno da domani e rimarranno in vigore fino al 3 dicembre.

Resta la linea guida tanto discussa che divide l’Italia in tre fasce di rischio contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel decreto.

La capienza dei mezzi pubblici viene ridotta al 50%, centri commerciali chiusi nel fine settimana, didattica a distanza nelle scuole superiori e stop a mostre e musei.

Nelle Regioni più a rischio non si potrà uscire dal Comune di residenza. Tra le poche modifiche apportate, quelle su barbieri e parrucchieri: restano aperti anche nelle zone che rientrano nello scenario 4, le “zone rosse”, a dispetto di quanto previsto nella bozza del Dpcm.

Il Dpcm in sostanza approva un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene una Regione. Regime che diversi governatori non condividono. Poche le concessioni alle richieste delle Regioni, con un appendice: il capitolo ristori che, su pressing dei governatori, Conte sarà costretto ad allargare rispetto alle previsioni di qualche ora fa.

Il decreto garantisce il coinvolgimento delle Regioni

Il decreto “garantisce il coinvolgimento” delle Regioni stesse, spiega il governo. I governatori saranno coinvolti, a detta del governo, infatti, nel Dpcm si precisa che il ministero della Salute emetterà le ordinanze di chiusura “sentiti” i presidenti delle Regioni.

Ristori

Il decreto sui ristori sarà varato in settimana, rassicura il governo. Ma ora, a Conte, Gualtieri e Patuanelli spetterà trovare nelle prossime ore i soldi necessari a mitigare la rabbia di commercianti, ristoratori, gestori di bar delle zone rosse: tutti destinati a chiudere per almeno due settimane.

La cifra di 1,5 miliardi non basterà. Mef e Mise saranno chiamati a fare gli straordinari per ultimare la complessa modulazione della platea dei destinatari ai ristori in un decreto che mette in campo chiusure “a fisarmonica”.

E c’è da riaffrontare anche il tema dei congedi parentali, destinati ad allargarsi con la Dad dalla seconda media in poi prevista per le Regioni nello scenari.

Il provvedimento prevede misure uguali per tutto il territorio nazionale come la limitazione agli spostamenti serali che scatta dalle 22 alle 5 del mattino e la didattica a distanza per le scuole superiori, e norme regionali che saranno calibrate a seconda dell’indice dei contagi e della tenuta del sistema sanitario, a cominciare dai posti disponibili nelle terapie intensive.

In giornata dovrebbe arrivare l’ordinanza del Ministero della Salute che individua le tre fasce di Regioni – rossa, arancione e verde – a seconda del rischio sanitario e della capacità di risposta del sistema.

Le Regioni

Nel Dpcm ci sono misure che “destano forti perplessità preoccupazione” e che “comprimono ruolo e compiti delle Regioni”, attribuendo “al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici. Per questo motivo è indispensabile instaurare un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle Regioni caratterizzate da scenari elevata o massima gravità.

Così il sindaco Sala ha commentato il nuovo Decreto: “Come ho sempre detto le decisioni del Governo vanno rispettate e applicate. La tutela della salute dei cittadini è il primo bene da proteggere e noi continueremo a lavorare perché queste disposizioni siano osservate da tutti i milanesi. Nel Dpcm ci sono “ulteriori misure, più stringenti, per le aree a rischio alto, fra le quali pare evidente ci sarà la Regione Lombardia e la nostra città”. “Si tratta certamente di misure severe – ha concluso -.Milano anche questa volta rispetterà le decisioni del Governo e lavorerà unita per uscire al più presto da questa difficile situazione. Ogni giorno da Palazzo Marino mi assicurerò che ciò avvenga”.

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, commenta così: “È stata un’intensa giornata di lavoro con Regioni e Enti locali caratterizzata da confronto continuo e leale collaborazione. I contributi arrivati da Regioni ed Enti locali sono assolutamente costruttivi. Dal governo sono state elaborate e trasmesse indicazioni chiare per le misure nazionali e per le restrizioni potenziali da attuare, in automatico, nei territori ritenuti in condizioni sanitarie più critiche. Così come saranno automatici e tempestivi tutti i ristori per le attività colpite”.

“Ancora una volta – aggiunge -abbiamo lavorato fianco a fianco per un’azione condivisa con i territori avendo un obiettivo unico comune: proteggere sempre la salute e rafforzare le reti sanitarie per contenere il più possibile la diffusione del virus”.

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