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Colpire i libri: è questa la nuova linea degli attacchi russi in Ucraina, che nelle ultime settimane hanno centrato biblioteche, tipografie e mercatini di volumi. Secondo la Bbc, i bombardamenti avrebbero distrutto circa 12 milioni di libri; fra i danni più gravi c’è la distruzione di una tipografia che stava stampando 1.300.000 testi scolastici, pari al 10% dei volumi previsti per l’anno accademico 2026-’27.
Obiettivi e danni materiali
I raid non risparmiano né le edizioni nuove né i volumi di seconda mano. Solo negli ultimi giorni un mercato di libri usati a Pochaina, nel centro di Kiev, è stato centrato da un missile. Nelle ultime settimane le autorità ucraine registrano oltre 35 strutture legate alla stampa, distribuzione e vendita di libri danneggiate o distrutte.
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Tra i siti colpiti c’è anche il Museo dei Libri e della Stampa, vicino alla cattedrale della Dormizione, danneggiata a sua volta. L’Unesco — che protegge il complesso come patrimonio — ha espresso una netta protesta per l’attacco al centro culturale.
Una strategia contro la lingua e l’identità
Governo e operatori culturali descrivono i bombardamenti come una campagna mirata a erodere simboli centrali dell’identità ucraina, in particolare la lingua. Secondo la ricostruzione della Bbc e le autorità locali, l’obiettivo sarebbe ostacolare la circolazione dei testi in ucraino e colpire così uno degli elementi chiave della memoria nazionale.

«Sembra un piano deliberato», afferma alla Bbc Viktoria Haidai, direttrice della casa editrice Konvi, denunciando come magazzini editoriali e tipografie siano stati ripetutamente centrati negli ultimi mesi.
Le parole delle istituzioni e degli operatori
La ministra della Cultura, Tetyana Berezhna, definisce la situazione «una guerra esistenziale». Secondo lei, più di 2.000 istituzioni culturali ucraine sono state colpite dall’inizio del conflitto. Berezhna mette in relazione gli attacchi ai luoghi della cultura con il tentativo di negare o cancellare la presenza storica dell’Ucraina sul proprio territorio.
Tra le macerie emergono anche testimonianze personali. «Sono i libri a salvarci, perderli è come perdere il nostro cuore», dice Liliya Velika, book blogger di 28 anni, tra i resti di una bancarella incendiata. «La parola scritta è tutto», aggiunge Viktoria Haidai davanti alla tipografia distrutta, ricordando il valore dei libri per tramandare storia e tradizioni.
Contromisure: digitalizzazione e appelli per aiuti
Per limitare l’impatto della distruzione materiale, il governo di Volodymyr Zelensky ha puntato sulla digitalizzazione dei testi, con l’obiettivo di garantire l’accesso alle risorse didattiche anche se i volumi cartacei vengono persi. La ministra della Cultura avverte però che l’intero settore editoriale rischia il collasso senza sostegno esterno.
Le istituzioni culturali e gli editori chiedono assistenza internazionale per preservare archivi, ristampare testi essenziali e supportare la continuità educativa. Al centro dello sforzo resta la protezione della lingua e della memoria collettiva, considerate fondamentali per la sopravvivenza nazionale.











