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I leader del centrosinistra hanno scelto la sostanza: prima i temi condivisi, poi la gara per la guida. Al Forum Ambrosetti di Cernobbio il confronto tra Pd, M5S, Italia Viva e Avs si è concentrato su un programma comune, mentre la platea degli imprenditori ha mostrato scarsa fiducia nell’opposizione attuale.
Programma al centro, leadership in secondo piano
L’incontro ha riunito le forze della cosiddetta area larga — Pd, M5S, Avs e Italia Viva — per provare a mettere nero su bianco punti d’intesa a meno di un anno dalle elezioni politiche. Carlo Calenda ha declinato l’invito: il suo spazio è stato riservato a Roberto Vannacci il giorno successivo.
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Tutti i partecipanti hanno ripetuto lo stesso ordine delle priorità: prima definire politiche condivise, poi discutere chi guiderà l’alleanza. Così la questione della leadership è stata rimandata, per ora, in favore della costruzione di un’agenda comune.
Economia, industria e prezzi: la proposta sul verde
Elly Schlein ha puntato l’attenzione sull’emergenza economica, tra la crisi dell’industria e l’aumento dei prezzi al consumo legato ai costi energetici. La sua ricetta parte dalla decarbonizzazione come leva per ridurre la bolletta energetica e rilanciare la crescita.

Schlein ha indicato l’uso di 14 miliardi di flessibilità europea per finanziare cinque interventi pratici su strumenti già avviati. Ha ricordato che la Commissione Ue aveva indicato questa possibilità al governo come strada percorribile per realizzare progetti rimasti in sospeso.
- Sostituzione di caldaie e impianti a gas con pompe di calore;
- Più fondi al piano casa per l’efficientamento degli alloggi popolari;
- Sostegno alle imprese per l’elettrificazione dei processi produttivi;
- Investimenti in trasporto pubblico, metropolitane e elettrificazione degli autobus;
- Rete di colonnine di ricarica e sviluppo delle rinnovabili.
Angelo Bonelli ha aggiunto la necessità di interventi sulla rete idrica per contrastare la dispersione d’acqua, sottolineando che il tema ambientale è uno dei pilastri condivisi nel campo progressista.
Temi del lavoro, conflitto d’interessi e politica estera
Giuseppe Conte ha ricordato che il M5S mette in campo proposte su lavoro, green e una legge sul conflitto d’interessi, definendo le posizioni sulla politica estera «molto chiare». Per Conte, l’Europa non trae vantaggio da una escalation militare che assorbe risorse.
Su questo fronte, la convergenza è ampia: sia Schlein sia Matteo Renzi hanno espresso perplessità sulla corsa al riarmo dei singoli Stati membri e sulla strategia attuale di difesa.
Spese militari e proposta di un’intesa «alla tedesca»
Schlein ha sostenuto che l’aumento disordinato degli acquisti militari non aumenterebbe la deterrenza e ha invocato una maggiore integrazione europea nel settore della difesa, fino all’ipotesi di una vera difesa comune.
Renzi ha rilanciato l’idea di un “contratto alla tedesca”: un accordo programmatico sottoscritto da tutti i partecipanti su punti precisi. Secondo il leader di Italia Viva, una piattaforma chiara firmata da tutti renderebbe il centrosinistra più credibile presso il mondo delle imprese e più competitivo contro il centrodestra, che «ha fallito», come ha detto, pur restando per molti imprenditori un punto di riferimento per questioni di affidabilità.
Il messaggio finale: costruire per vincere
Tra i presenti si è cercato di tenere insieme esigenze ambientali, politiche industriali e orientamenti sulla difesa, rinviando la partita sulla leadership. Bonelli ha detto che il lavoro sul programma prosegue e che la scelta sul candidato alla guida dell’alleanza verrà affrontata in un secondo tempo, esprimendo fiducia nella possibilità di vittoria elettorale.
Il quadro che è emerso a Cernobbio è quindi pragmatico: mettere sul tavolo proposte concrete e firmate, sperando di conquistare credito soprattutto tra gli imprenditori che oggi restano esitanti di fronte all’alternativa politica proposta dall’opposizione.











