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Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che rafforza le misure sulla sicurezza pubblica e introduce interventi per la prevenzione del disagio giovanile. Il provvedimento mette al centro strumenti più severi contro le occupazioni abusive, la diffusione di armi fra i minorenni e i fenomeni di violenza nelle aree urbane.
Cosa prevede il testo
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Il nuovo pacchetto normativo amplia i poteri delle forze dell’ordine e mira ad accelerare le procedure per gli sgomberi degli immobili occupati abusivamente. Tra gli obiettivi indicati dal governo c’è la tutela delle abitazioni utilizzate da famiglie e persone fragili, con un rafforzamento del coordinamento tra prefetture, questure e autorità giudiziaria.
Nel provvedimento sono confermate misure già adottate in precedenti interventi: controlli in aree a rischio, Daspo urbani e la possibilità di definire zone rosse per specifiche situazioni di ordine pubblico. Particolare attenzione è riservata al contrasto del porto di coltelli e altri oggetti atti a offendere, soprattutto se utilizzati da minori.
Estensione del fermo e procedibilità
Una delle novità più contestate riguarda l’ampliamento del cosiddetto fermo di prevenzione. Il governo dà possibilità, in determinati casi, anche alla polizia locale di adottare questa misura, con l’intento di intervenire prima che episodi di violenza degenerino.

In conferenza stampa il ministro dell’Interno ha spiegato: «È stato deciso di estendere il fermo di prevenzione, introdotto con un precedente provvedimento, a soggetti anche minorenni nell’ambito di operazioni di polizia destinate alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico e in luoghi caratterizzati da consistente flusso di persone, ad esempio nelle zone della cosiddetta “movida”». Ha aggiunto che la misura si applica “quando sussiste un fondato motivo di ritenere che ci siano condotte di pericolo per la sicurezza pubblica e in relazione a circostanze tipo il possesso di armi”.
Il ddl introduce inoltre la procedibilità d’ufficio per i casi di lesioni commesse nei confronti di ufficiali e agenti di polizia nell’adempimento delle loro funzioni. «Fino ad ora – spiega Piantedosi – per questo tipo di reati la punibilità, nel caso di lesioni lievi o lievissime, era prevista solo attraverso la querela di parte. Ora, invece, viene estesa la procedibilità di ufficio anche per questo tipo di reati».
Modifiche civili e altri interventi
Il disegno di legge contiene anche una modifica del codice civile che esclude la possibilità di ottenere il risarcimento del danno quando il reato sia stato commesso dallo stesso danneggiato. La norma si applica, tra gli altri, a reati quali:
- violenza sessuale (art. 609-bis);
- atti sessuali con minorenne (art. 609-quater);
- violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies);
- furto in abitazione e reati con strappo o destrezza (art. 624-bis);
- rapina (art. 628);
- sequestro a scopo di estorsione (art. 630).
Il ministro ha illustrato come il caso tipo sia quello della reazione della vittima durante una rapina in casa, quando la legittima difesa può sfociare in accuse per eccesso colposo: la modifica mira a separare la responsabilità penale dall’obbligo di risarcimento civile in questi scenari.
Perché la norma è rilevante e le reazioni politiche
Per l’esecutivo il pacchetto rappresenta un ulteriore tassello della strategia sulla sicurezza, tema ricorrente nella comunicazione pubblica di Giorgia Meloni e del ministro Piantedosi. Sui social la premier e il titolare del Viminale hanno accentuato il focus sui toni della sicurezza come parte dell’agenda politica.
Le opposizioni, però, criticano l’impostazione, sostenendo che il provvedimento privilegi un approccio repressivo rispetto a interventi di carattere sociale e preventivo. Il confronto è destinato a proseguire in Parlamento: dopo il via libera del Consiglio dei ministri il testo sarà infatti esaminato dalle Camere.











