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Accuse e provvedimenti
La Procura di Vicenza ha formulato tre contestazioni nei confronti di Adriano Cappellari: incendio, calunnia e simulazione di reato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, i carabinieri di Bassano del Grappa hanno eseguito perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nella sua abitazione.
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Le attività investigative seguono la denuncia presentata dal giovane dopo l’episodio del 30 maggio, quando era stato segnalato un pacco esplosivo collocato davanti al portone di casa e alcuni messaggi minatori lasciati sul posto.
Telecamere, acquisti e riscontri tecnici
Le registrazioni delle telecamere avevano ripreso, intorno alle 23.30 del 30 maggio, una persona con il volto coperto mentre innescava l’ordigno e abbandonava alcune bombole di gas. Sul luogo fu ritrovata anche una lettera con minacce e fotografie del cronista segnate con una “X”.
Secondo una prima ricostruzione, al momento dell’esplosione Cappellari si trovava in casa, avendo fatto rientro pochi minuti prima dopo aver trascorso la serata da conoscenti.
Gli accertamenti tecnici del Reparto investigazioni scientifiche hanno stimato l’altezza della figura ripresa tra 1,69 e 1,75 metri e l’abbigliamento riconducibile a una tuta da ginnastica. I militari hanno inoltre riscontrato che, malgrado il tentativo di rimuovere le etichette dalle bombolette, gli acquisti erano tracciabili su una piattaforma di e‑commerce.
Le uniche consegne di quel tipo a Enego corrisponderebbero a ordini effettuati da Cappellari: quattro cartucce di gas butano/propano acquistate il 25 aprile e sei bottiglie di alcol etilico acquistate il 29 aprile, consegnate il 4 maggio.
Il procuratore Lino Giorgio Bruno ha inoltre rilevato che l’altezza del giovane è compatibile con quella della persona filmata al momento del deposito della busta e con le immagini che lo ritraggono mentre rientra a casa alle 23.11 e poi, alle 23.35, passa dal retro dell’abitazione riprendendo con il cellulare le fasi finali dello spegnimento dell’incendio.
Contesto, minacce precedenti e reazioni pubbliche
Nei mesi precedenti Cappellari aveva seguito sul campo le dinamiche criminali di Caivano, in provincia di Napoli, documentando anche l’attività di don Maurizio Patriciello. Aveva inoltre denunciato la ricezione di lettere anonime con inviti a smettere di scrivere e pesanti minacce.
Don Patriciello si è detto «esterrefatto» per l’ipotesi che l’attentato possa essere stato inscenato, sottolineando la giovane età del cronista e la sua apparente limpidezza.
Dopo l’incendio del 30 maggio erano arrivate manifestazioni di vicinanza da più parti: l’ex presidente della Regione Veneto Luca Zaia e la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola tra gli altri. La premier Giorgia Meloni aveva inviato un messaggio di solidarietà — «L’Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui» — e il ministro degli Esteri Antonio Tajani lo aveva contattato telefonicamente.
Una settimana dopo l’episodio, al cronista era stata assegnata una scorta. «Mi hanno assegnato un’auto con due carabinieri e i miei spostamenti devono essere programmati», aveva detto, aggiungendo di sentirsi al momento più sicuro ma di doverci ancora fare l’abitudine.












