Mostra sommario Nascondi sommario
A pochi giorni dalla finale dei Mondiali 2026, Sotheby’s mette in asta uno dei cimeli più evocativi del calcio: la maglia indossata da Pelé nella finale del 29 giugno 1958 contro la Svezia. Lotti come questo raccontano una trasformazione del mercato del collezionismo sportivo, che punta a trattare questi oggetti come veri e propri beni culturali.
La maglia che riscrisse la storia
Non si tratta di un semplice pezzo di stoffa, ma di un documento materiale di un momento sportivo che ha segnato la storia. Il diciassettenne Pelé segnò due gol in quella serata, contribuendo in modo decisivo al primo titolo mondiale del Brasile.
Aste, il calcio raggiunge quotazioni d’oro
Bruxelles studia stretta sui social per minorenni: il modello australiano non funziona
Per la finale la nazionale brasiliana non poté schierare la classica maglia gialla: il colore risultava troppo simile a quello della Svezia, paese ospitante. Le divise blu furono dunque assemblate in fretta pochi giorni prima della partita, con stemmi applicati a mano e numeri ricavati da sacche dell’attrezzatura. Al termine dell’incontro Pelé donò la casacca al compagno Dida, che la conservò per decenni prima che entrasse nel circuito dei collezionisti.
Un’asta che trasforma il memorabilia in “cultura”
L’asta, intitolata The Beautiful Game e attiva online fino al 16 luglio, include altri pezzi di rilievo: la fascia da capitano di Diego Maradona al Mondiale 1986, sette maglie di Lionel Messi e una rara rookie card di Pelé del 1958.
Al momento della pubblicazione la maglia di Pelé ha raggiunto quota 4 milioni di dollari dopo dieci rilanci; la stima ufficiale è su richiesta, ma supera i 6 milioni di dollari. Se quella valutazione venisse confermata, sarebbe il cimelio di Pelé più costoso mai venduto all’asta.
Il mercato cambia scala
Negli ultimi anni le case d’asta hanno iniziato a trattare le divise e gli oggetti sportivi con la stessa cura riservata alle opere d’arte. Provenienza, esposizioni museali, condition report e cataloghi scientifici sono ormai parte integrante dell’offerta. Questo approccio ha già prodotto risultati record: nel 2022 Sotheby’s aveva venduto la maglia della cosiddetta «Mano de Dios» di Maradona per 9,3 milioni di dollari.
Dietro a ogni pezzo conta la storia che evoca. La capacità di un oggetto di richiamare un momento collettivo e di raccontare una narrazione unica lo trasforma in un bene desiderabile sia per collezionisti sia per investitori.
Perché conta ora
La scelta di mettere in evidenza questi lotti proprio mentre i Mondiali 2026 si avviano alla conclusione non è casuale. L’attenzione globale sul calcio aumenta l’interesse per memorabilia che condensano memoria e valore culturale.
Con la chiusura delle offerte fissata il 16 luglio, rimane da vedere se la maglia di Pelé supererà le aspettative e riconfermerà la tendenza a considerare il calcio anche come un mercato del lusso collezionistico.












