Home In evidenza Meloni attacca Calenda per il suo voto al Pd e lui risponde: “Michetti era improponibile!”

Meloni attacca Calenda per il suo voto al Pd e lui risponde: “Michetti era improponibile!”

by Romano Franco

Nonostante la chiara sconfitta alle elezioni amministrative subita dal centro destra e la conquista da parte del partito democratico di 4 grandi centri su 5, Giorgia Meloni si rifiuta categoricamente di analizzare questa tornata elettorale come una disfatta del centro destra!

E così, nonostante gli affanni e lo sforzo perpetuo svolto da colei che sognava di conquistare l’Italia, la sua avventura, rischia con tutta probabilità di rimanere ancorata con la sua “marcia su Roma”.

E, dopo aver sparato a mille su fanpage per averle messo i bastoni tra le ruote, adesso, se la prende con Calenda e nel frattempo strizza l’occhio agli elettori della Raggi, dopo aver martirizzato la stessa fino alla settimana scorsa con la sua solita dose di fango quotidiano da quando, più o meno, la cinquestelle si è seduta al Campidoglio.

Ma la lettura “faina” della leader di Fratelli d’Italia non concede ragioni e etichetta la preferenza di Calenda nei confronti di Gualtieri, come un peccato mortale, per il solo fatto di non aver scelto il suo “adorato” Michetti.

“Calenda si smaschera da solo nel giro di poche ore e svende al Pd i voti degli elettori di centrodestra che – credendo alla sua panzana dell’alternativa alla sinistra – hanno in buona fede votato per lui. Il gioco è stato scoperto: l’unico modo per contrastare questa sinistra bugiarda e opportunista è sostenere Enrico Michetti sindaco”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Ma, improvvisandoci avvocato del “diavolo, Calenda ha semplicemente enunciato che al secondo turno avrebbe votato Gualtieri perché era il più vicino a lui e perché Michetti era improponibile.

Una espressione della sua volontà che non impone in alcun modo un voto a favore di Gualtieri da parte del suo elettorato, anche perché Calenda lo ha chiarito e lo ha sottolineato più volte che “Quello che voto io è irrilevante! Il problema – aggiunge Calenda – è come riconquistare quei 220.000 voti”, ribadendo il concetto che, quei voti, “non sono valigie che si spostano da un lato all’altro. Li conquistate se parlate dei temi che interessano loro”. Ma parlare dei soliti problemi senza soluzioni alla mano rimane difficile per la “povera” Giorgia, ecco perché è costantemente alla ricerca di scuse e capri espiatori.

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