Home Economia La sonata di Gualtieri: L’esaltazione sterile del Ministro della ‘vacuità’

La sonata di Gualtieri: L’esaltazione sterile del Ministro della ‘vacuità’

by Romano Franco

In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sostiene che una crisi di Governo “sarebbe incomprensibile”. “Il dialogo con i partiti di maggioranza è stato molto utile – aggiunge Gualtieri – perché ha permesso di migliorare l’impostazione del piano e rafforzarne coerenza e visione strategica. Su questa base ora si sta finalizzando la revisione del testo. Auspico che martedì sia approvata dal Consiglio dei ministri per poi avviare subito il confronto con il parlamento, con le forze sociali e con la Commissione europea. Dobbiamo concludere il lavoro nei tempi previsti”.

Gualtieri non manca a ricordare l’appuntamento con “altri interventi importanti” come “lo scostamento di bilancio e il nuovo decreto sui ristori” che sono “indispensabili e urgenti, soprattutto alla luce della necessità di proseguire con le misure restrittive di contenimento della pandemia. Non vanno messi a rischio”.

“Continuo a essere fiducioso che prevarrà in tutto il senso di responsabilità verso gli italiani”, evidenzia Gualtieri. “Credo che il metodo dell’ascolto che stiamo praticando per la revisione del Recovery consenta un più generale rilancio dell’azione del governo e della coalizione. Come ha detto Nicola Zingaretti, c’è da definire un programma di priorità, un vero e proprio patto di legislatura, raccogliendo i contributi di tutte le forze politiche della maggioranza ed è positivo l’impegno del presidente Conte a presentare una proposta in tal senso. Non penso invece che precipitare il Paese nel caos e nell’incertezza sarebbe compreso e apprezzato dalle famiglie, dai lavoratori e dalle imprese, che si aspettano meno polemiche e più fatti”.

Parole sante, peccato che gli investimenti fatti sino ad ora dal ministro dell’Economia servano solo a dare ristori nel breve periodo e non mostrano alcun barlume di speranza per il futuro. Bisogna investire e non bisogna ungere le ruote di un elettorato che non potrà mai essere accontentato, a meno che non si accumulino debiti su debiti che qualcuno presto o tardi dovrà comunque pagare. Quando capiranno questo gli elementi della rappresentanza odierna, forse potremmo avere una proiezione di un futuro più rosea.

“Da Italia viva, come da tutte le altre forze della coalizione e da molti osservatori, sono giunti contributi e osservazioni preziose, e lo schema presentato tiene conto di molte di queste. Lo hanno riconosciuto gli stessi esponenti di Italia viva nella riunione di maggioranza venerdì”.

“Sull’entità delle risorse a debito occorre salvaguardare la sostenibilità della finanza pubblica. Ma anche su questo punto — che è delicato — il dialogo e il confronto hanno consentito di ridurre la quota per i progetti in essere e di potenziare le risorse per i nuovi progetti del piano per oltre venti miliardi. Cosi, grazie anche al contributo del ministro per la Coesione Provenzano, una quota di prestiti europei ci consentirà di anticipare l’impiego di risorse non programmate. Significa accelerare e qualificare la spesa, aumentare gli investimenti al Sud”.

Gualtieri evidenzia il “forte potenziamento degli interventi sulla ricerca, la formazione, le politiche attive del lavoro, le infrastrutture sociali, il turismo e la cultura. Sono rafforzate sensibilmente le tre grandi priorità orizzontali del piano: le donne, i giovani e il Mezzogiorno”. Dove, quando e come? Verrebbe da chiedere.

Per lo scostamento, si sta valutando “un intervento da un punto e mezzo di prodotto interno lordo”, cioè circa 24 miliardi “di cui circa un miliardo e mezzo per l’acquisto, la distribuzione e la somministrazione dei vaccini. Sulla Sanità nel provvedimento in arrivo sono previsti nel complesso più di tre miliardi supplementari. Poi ovviamente rifinanzieremo il sostegno ai Comuni e la copertura della Cassa integrazione. Non solo i ristori”.

“Si, rivaluteremo le prospettive economiche e vareremo un pacchetto di misure al quale stiamo già lavorando e che ci auguriamo sia l’ultimo scostamento. È evidente però che non possiamo ancora avere certezze assolute sull’andamento della pandemia. Per quanto riguarda la finanza pubblica, la previsione della legge di bilancio è di un deficit del 7% del Pil. Ad esso si dovrà aggiungere il costo del nuovo pacchetto di sostegno all’economia e l’impatto di un’eventuale revisione al ribasso della crescita. Tuttavia, allo stato attuale non c’è assolutamente motivo di prevedere un deficit a due cifre in rapporto al Pil”.

“Complessivamente circa 16 mila per la semplificazione delle procedure e l’attuazione del piano, per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e lo smaltimento di tutto l’arretrato della giustizia soprattutto civile; un’opportunità importante anche per rafforzare il necessario ingresso di giovani energie e competenze nella pubblica amministrazione”.

“Per quanto riguarda l’economia, nonostante le restrizioni dovute alla seconda ondata pensiamo di chiudere il 2020 poco distanti dalle previsioni della Nota di aggiornamento d’autunno – dice ancora – anche gli ultimi dati sulla produzione industriale sono incoraggianti e dimostrano che le misure adottate per Conte – Nel nuovo piano previste 16 mila assunzioni, ma senza riforme sono impossibili. Ci aspettiamo che i primi mesi dell’anno risentano negativamente dell’andamento della pandemia, e nel complesso i rischi per la previsione sono al ribasso. Però riteniamo ancora che il Pii possa recuperare parte della caduta registrata nel 2020 – conclude – Molto dipenderà dalla capacità di attivare tempestivamente gli investimenti aggiuntivi del Recovery plan previsti per il 2021, che rafforzeranno le misure di stimolo previste dalla legge di bilancio”.

Ottima la serenata da parte di Gualtieri che se la canta e se la suona accumulando debiti su debiti; il suo percorso dimostra poca invettiva e strategia, facendo affiorare fortemente la sua scarsa inclinazione a ricoprire quel ruolo. Come al solito si è parlato di tutto, ma, nel concreto, non si è parlato di niente, non si è detto quali idee ci riservi il futuro, non ha detto come investirà i nostri soldi se non per qualche regalia o seguendo i punti chiave del piano Recovery che, per la cronaca, deve ancora essere strutturato; nessuna bozza reale e progetti occultati. Questo è il futuro! Come possiamo fidarci?

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